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Nicole Minetti, ecco la svolta: chi smonta Fatto quotidiano e sinistra
Ieri 01-05-26, 13:39
Non c’è alcuno scontro tra Sergio Mattarella e Carlo Nordio sulla grazia a Nicole Minetti. E siccome qualcuno continua a raccontarlo, soprattutto a sinistra, insistendo col copione del presidente contrapposto al ministro “complice” degli intrallazzi di Minetti e Giuseppe Cipriani, ieri sono intervenuti dal Quirinale per smentire questa ricostruzione. Hanno spiegato che quando arriva una domanda di clemenza «accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il presidente della repubblica concede abitualmente la grazia». E in questo caso il parere dell’autorità giudiziaria è stato «ampiamente e decisamente favorevole». Poi, siccome su alcuni organi di stampa, e in particolare sul Fatto di Marco Travaglio, «sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava», Mattarella, «d’intesa con il ministero della Giustizia», ha ritenuto necessario «che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento». A questo punto, concludono dal Colle, bisogna «che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche». Il verdetto arriverà tra qualche giorno, ma gli elementi raccolti finora smontano la tesi secondo cui la «grazia umanitaria» sarebbe stata concessa sulle basi di una documentazione falsa. Il racconto del bambino che non sarebbe stato abbandonato dalla madre biologica, ma «sottratto» a lei dalla coppia italiana grazie alla «schiacciante disparità di mezzi economici», con l’intento di farne «la chiave per ottenere la grazia di Stato» (così si legge nell’articolo del Fatto in edicola ieri) risulta smentito dalle testimonianze e dalla sentenza d’adozione del febbraio 2023. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47505436]] La madre, oggi ventinovenne, ha numerosi precedenti penali ed è irreperibile da febbraio, motivo per cui la polizia ha chiesto aiuto alla cittadinanza per rintracciarla. Nel 2017, quando ebbe il figlio, nato con una grave malformazione, viveva in condizioni di estrema povertà, mentre il padre era in carcere. Nella sentenza emessa tre anni fa dal tribunale del dipartimento di Maldonado, la giudice ritiene «accertato che il minore non ha alcun legame con la sua famiglia d’origine», poiché i due avevano «abbandonato» il bambino e «non lo hanno cercato, non si sono presentati all’Inau», l’istituto uruguaiano per l’infanzia dove era stato trasferito, «per avere sue notizie». Minetti e Cipriani collaboravano con l’Inau «in qualità di volontari» e «si organizzavano affinché i minori si recassero a casa loro per usufruire di spazi più ampi e di giochi». Sono nati così il legame affettivo con il piccolo e la decisione di presentare la domanda di adozione. E Minetti è diventata «il suo punto di riferimento». La giudice conclude che il legame che il bambino ha con la coppia italiana «è di tale intensità che una separazione violerebbe tutti i suoi diritti». L’avvocata Yuria Troche, che ha rappresentato il minore, ha confermato che l’adozione si è svolta nella totale regolarità. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47507437]] È intervenuto anche il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa, che il 9 gennaio aveva firmato il parere favorevole per la grazia a Minetti. Si è detto pronto a cambiarlo «dall’oggi al domani», qualora emergessero elementi contrari a quelli raccolti sinora, malo ha fatto ribadendo la correttezza del suo lavoro: «Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato». Ha aggiunto che è la prima volta, «in quarant’anni di lavoro», che gli accade «una cosa del genere», e ritiene giusto ricontrollare tutto. Per questo i carabinieri ascolteranno i due specialisti, uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova, a cui si erano rivolti Minetti e Cipriani per avere un parere sulle condizioni del figlio. Saranno sentiti anche i medici di Boston che hanno operato il piccolo e controllati i documenti per i viaggi necessari alle cure. Insiste comunque Travaglio, ipotizzando un Mattarella interessato a fare favori postumi al Cavaliere: alla trasmissione “Un giorno da pecora” spiega che «la grazia alla Minetti è stata data per riabilitare Berlusconi», «forse perché la Minetti si chiama così ed era amicissima del Cavaliere o perché a fine maggio riparte il processo Ruby Ter». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47512709]] Giorgia Meloni si è rifiutata di dire altro. Al giornalista che nella conferenza stampa di ieri insisteva per farla tornare sull’argomento, ha risposto che lei era lì per illustrare il piano casa: «Ho già risposto su Nordio. Penso che agli italiani interessi anche sapere che cosa questo governo sta facendo per i loro problemi».
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