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Politica
Oltre gli show della Flotilla c'è chi gli aiuti li porta sul serio
27-07-2026, 13:41
La solidarietà che fa rumore, che cerca i riflettori e si nutre di proclami ideologici, è ego. Quella che lavora in silenzio, costruisce ponti reali e fa atterrare gli aiuti esattamente dove serve, senza scorciatoie né provocazioni, è esempio. I promotori non vogliono che venga chiamata “anti-Flotilla”, ma nei fatti lo è, perché mentre le narrazioni di parte occupano il dibattito politico, a Beirut si è concretizzato ieri la risposta tangibile dell’umanitarismo italiano. Il portellone del 767 dell’Aeronautica Militare s’è aperto sul piazzale dell’aeroporto della capitale libanese e dalla pancia dell’aereo, sono state scaricate circa 20 tonnellate di beni di prima necessità; 45 bancali di aiuti umanitari, raccolti in appena due mesi e mezzo in tutta Italia dai giovani militanti di destra. È il cuore operativo del piano “Insieme siamo più forti”, un progetto coordinato da Modavi - Protezione Civile e Fratelli d’Italia. Ad accompagnare il carico una delegazione di FdI giunta da Roma, affiancata dai vertici diplomatici e militari: l’Ambasciatore italiano Fabrizio Marcelli, il Generale Stefano Abagnara per conto di Unifil e il Colonnello Cortone. Accanto a loro, il tessuto vivo dell’assistenza locale: i rappresentanti della Caritas libanese, del Patriarcato latino di Antiochia, della Sheild Association e COSMO. Un coordinamento capillare che rappresenta il primo vero grande progetto umanitario internazionale operativo dall’introduzione del recente cessate il fuoco con Israele siglato a Washington. I numeri raccontano una realtà drammatica: nel Sud del Paese si contano almeno 75 villaggi completamente rasi al suolo e oltre un milione di sfollati che necessitano di tutto. Per questo, se in questa prima fase sono stati consegnati 300 colli, la macchina non si ferma. Visto il flusso di donazioni ancora in corso, è già in programma una seconda missione di consegna prevista per il mese di settembre. L’intervento italiano si inserisce in un solco tracciato da decenni di amicizia tra i due popoli, come ricorda il deputato di FdI Massimo Milani: «C’è grande soddisfazione per questo primo viaggio di consegna nelle mani di associazioni importanti con cui stabilire un rapporto duraturo. Il rapporto dell'Italia con il Libano è profondo, come testimonia Unifil, che dal 1978 è quasi sempre a guida italiana. L’esempio virtuoso di una nazione multiconfessionale va difeso: lo Stato libanese prova dagli anni '40 a vivere questo modello, spesso messo in difficoltà da interferenze esterne. Ma il popolo libanese ha dimostrato una resilienza straordinaria e continua a difendere questa convivenza». Un concetto ribadito dall’europarlamentare di FdI Carlo Fidanza, che sottolinea il valore politico e diplomatico dell’operazione: «È la dimostrazione concreta di una solidarietà che si aggiunge alla storica presenza italiana nella missione Unifil e all’intenso lavoro diplomatico che sta realizzando il governo per la stabilizzazione dell’area e il contributo alla pace». Commosso Emanuele Buffolano di Modavi: «Abbiamo mantenuto l’impegno preso tre mesi fa. Abbiamo dimostrato che ci sono percorsi istituzionali in grado di garantire che le donazioni giungano a chi effettivamente ne ha bisogno sui territori martoriati». Tra i bancali c’è anche un carico dal forte valore simbolico e culturale: il necessario per l’allestimento di un’aula studio nel Sud del Libano. Lo spazio, gestito dal Patriarcato greco-melchita, diventerà un punto di aggregazione per i giovani e verrà intitolato ad Almerigo Grilz, il reporter di guerra triestino caduto in Mozambico nel 1987, che proprio in terra libanese, nel 1982, firmò il suo primo reportage. Un ponte tra generazioni e culture che dà il senso profondo dell’iniziativa. «Abbiamo deciso di non girarci dall’altra parte», dichiara Andrea Piepoli, dirigente nazionale di Gioventù Nazionale. «È la prova che il mondo dell’associazionismo e del movimentismo giovanile produce iniziative di valore concreto». Gli fa eco Francesco Todde, presidente di GN Roma: «Un momento emozionante, la conclusione di un lungo percorso. Visto il successo e le tante aziende che ci stanno contattando, a settembre saremo già pronti per la seconda consegna». Non è una crociera in barca a vela, bensì l’impegno reale che ribadisce la centralità dell’Italia in campo umanitario: con la forza delle istituzioni, l’apparato logistico della difesa e il cuore della meglio gioventù.
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