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Paolo Romano, una calda mattinata in tv tra minacce e rinunce
16-07-2026, 14:33
La calda mattinata di Paolo Romano, giovane virgulto scelto da Elly Schlein per portare in tv il verbo del Pd. E che verbo: un ampio campionario di insulti e sbroccate. Ospite di L’aria che tira su La7, in collegamento con David Parenzo, l’imberbe e focoso consigliere regionale lombardo inizia con quella che sembra una boutade: «Sulla manifestazione di Napoli ci sono tante narrazioni che provano a evidenziare qualcosa che non va perché quella manifestazione fa paura per quello che funziona». E quando parla del «programma condiviso» del campo largo, in studio c’è chi sghignazza. La temperatura sale e arriva la prima rissa, con Licia Ronzulli. «Lei mi dica con chi sta nel Partito democratico, con Scotto o con Sensi? - lo incalza la forzista -. Non stia a difendere Conte, il problema ce l’ha in casa. La Schlein con chi sta? Non riescono neanche a fare una risoluzione unitaria». «Posso parlare? Lei è una persona maleducata che non fa finire di parlare le persone. Il modo che avete di fare politica fa schifo», sbraita Romano. Ronzulli non cede di un millimetro: «Quanto è ignorante uno che va a dire agli italiani che stiamo comprando fucili? E lei mi viene a dire che le fa schifo? Andate a raccontare che la gente non si può curare perché compriamo i fucili, si deve vergognare». Sul tema, il dem è sensibile e pochi minuti dopo si arriva al redde rationem con Italo Bocchino. «Il suo problema culturale è che mente - attacca Romano -. Prima ha detto che Conte ha votato documenti per il 5% della spesa del Pil dentro la Nato, è falso!». «Non ho mai detto il 5%», lo contesta il direttore editoriale del Secolo d’Italia. «Ha detto questo», prosegue Romano, che di fronte alle proteste (piuttosto contenute) di Bocchino perde il controllo: «Me ne vado, io me ne vado, non è possibile!», urla alzandosi e sparendo per qualche istante dall’inquadratura. Poi si risiede, mentre Bocchino lo sprona: «Fai una cosa utile, vattene, fai bene ad andartene, stai mentendo». Paolo non si tiene più: «Lei è una persona squallida». Italo ribadisce: «Non ho mai detto il 5%». Parenzo dà ragione all’ex colonnello di Fini: «Ha detto che ha aumentato la spesa militare». A Romano a questo punto non resta che imbastire la sceneggiata finale: «Io me ne vado, non è possibile». Stavolta si toglie pure l’auricolare. «Devo poter parlare, è un metodo fascista, ogni frase che dico vengo interrotto». Bocchino, nel frattempo, lo guarda in silenzio e ride di gusto. Il dibattito può proseguire. Per la cronaca, il dem è rimasto al suo posto.
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