s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Pro-Gaza insultato perché israeliano
Oggi 09-05-26, 08:50
L’attivismo pro-Pal è probabilmente nel nostro tempo la forma più pura del settarismo violento e arrogante, della faziosità dogmatica e illiberale. I predicatori di pace, soprattutto i tanti in buonafede, dovrebbero tener ben presente questo elemento: coi pro-Pal non regge l’argomentazione razionale, ma non valgono nemmeno i più elementari principi etici o di umanità. Se porgi ad un pro-Pal un ramoscello d’ulivo, o l’evangelica altra guancia, è molto probabile che in cambio ne avrai uno schiaffo. Ne sa qualcosa Eyal Waldman, un noto uomo d’affari israeliano che ha dedicato molta parte della sua vita alla filantropia a favore dei palestinesi ed è da sempre fautore della soluzione dei due stati. Molta parte della sua fortuna è dovuta ad una società che produce chip, la Mellanox Technologies, che cofondò nel 1999 e che ha poi venduto al colosso americano Nvidia. Alla Mellanox, Waldman ha assunto ben 200 ingegneri palestinesi. Mentre come benefattore ha contribuito a mettere su un importante ospedale a Gaza. La figlia minore di Waldman è stata uccisa, insieme al fidanzato, al Festival Nova, il rave party assaltato dai terroristi di Hamas il 7 ottobre 2023. Nemmeno questo drammatico e brutale evento ha però fermato Waldman, che ha continuato a perorare la causa palestinese, nei modi giusti, un po’ in tutto il mondo. Qualche giorno fa egli era a Venezia, all’Arsenale, ove i pro-Pal si stanno molto dando da fare in questi giorni per il boicottaggio del padiglione di Israele alla Biennale. Avvicinatosi ai manifestanti, dopo aver provato a stringere loro la mano, Waldman si è visto aggredire, respingere e insultare a malo modo per il solo fatto di essere ebreo. Di un colpo, tutta la sua attività è stata annullata per quella che, per quanti distinguo si facciano, è comunque una forma di antisemitismo. La dinamica dell’accaduto è, a mio avviso, particolarmente esplicativa della mentalità di questi giovani che l’Occidente non ha saputo formare e che la propaganda di Hamas ha soggiogato. All’inizio c’è stato solo un dialogo cordiale e cerimonioso con alcuni di loro incontrati da Waldman durante una passeggiata. La situazione è degenerata solo quando i manifestanti hanno scoperto la nazionalità dell’uomo. A questo punto slogan e insulti sempre più violenti hanno sommerso le parole di Waldman. Ad ogni suo tentativo di argomentazione corrispondeva come risposta la riproposizione urlata dello stupido slogan “Free free Palestine”. Richiamati da esso, altri attivisti sono arrivati ed hanno accerchiato, in modo sempre più minaccioso, il malcapitato, il quale non ha potuto far altro che allontanarsi e desistere da ogni tentativo di discussione. Un metodo che non si può esitare a definire squadristico, non diverso nella sostanza da quello che fu proprio dei fascisti negli anni della presa del potere e poi del regime. Da esso le forze politiche dovrebbero prendere decisamente le distanze, soprattutto quelle di sinistra che, per motivi sia ideologici sia di convenienza, strizzano gli occhi a questi giovani attivisti. Non avverrà. Senza tener presente questa evidente asimmetria fra chi il dialogo lo vuole e chi invece lo rifiuta in nome di una narrazione falsa e ideologizzata, resterà forte in noi la consapevolezza che parlare di pace è oggi pura retorica, inutile flatus vocis.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Libero Quotidiano
11:37
Medicina Top - 9/5/2026
Libero Quotidiano
10:54
Trump "Conflitto tra Russia e Ucraina il peggiore dalla Seconda guerra mondiale"
Libero Quotidiano
10:06
Attacco russo nord-est Ucraina, nonostante annuncio cessate il fuoco
Libero Quotidiano
09:58
Chioggia, minivan con 9 persone a bordo cade in un canale: 3 morti
Libero Quotidiano
09:34
Mattarella rende omaggio ad Aldo Moro a 48 anni dal suo omicidio
Libero Quotidiano
09:26
