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Ricina, ipotesi-choc: Sara Di Vita avvelenata in due tempi?
20-07-2026, 19:32
Ancora mistero fitto a Pietracatella, il giallo della ricina. Ma ora, in ambienti investigativi, si fa strada una pista clamorosa: Sara Di Vita - una delle due vittime, l'altraè Antonella di Ielsi - potrebbe essere stata avvelenata in due tempi, in due occasioni distinte. È uno degli scenari che prende consistenza nell'inchiesta sul duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti, coordinata dalla Procura di Larino. Un'ipotesi che troverebbe riscontro nelle testimonianze raccolte dagli investigatori e che potrebbe essere confermata dagli esami tossicologici sui circa 70 alimenti sequestrati e inviati all'Istituto Robert Koch di Berlino, centro specializzato nello studio dei veleni. Tra gli atti dell'indagine figurano anche le dichiarazioni di Alice Di Vita, sorella di Sara e figlia di Antonella, ascoltata il 28 dicembre. La giovane ha ricostruito l'evoluzione del malore che ha colpito madre e sorella, rimarcando come i primi sintomi siano comparsi la mattina di Natale. "Alle ore 10 del 25 dicembre sono scesa a fare colazione, mamma stava a letto: si sentiva male e aveva già vomitato, era debole. Dopo circa mezz'ora anche mia sorella Sara si è alzata e ha cominciato ad accusare i primi sintomi, nausea e vomito". Le due donne peggiorarono nel corso della giornata, fino alla decisione di accompagnarle al pronto soccorso. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48476322]] Il passaggio che oggi attira l'attenzione degli investigatori riguarda però il giorno successivo. Dopo una temporanea remissione dei sintomi e le dimissioni di Sara, la ragazza tornò nuovamente a stare male poche ore dopo, rendendo necessario un secondo accesso in ospedale. Una sequenza che alimenta il sospetto di una doppia esposizione alla ricina. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48539262]] Resta aperto anche il capitolo relativo ai sanitari indagati per omicidio colposo. La consulenza medico-legale, composta da oltre 900 pagine, conclude che la dose di veleno ingerita era incompatibile con la sopravvivenza. "Il mio assistito è sempre stato tranquillo, ha ritenuto di avere fatto tutto quanto era nelle sue possibilità. Avere oggi un'ulteriore conferma con la perizia dei quattro consulenti è un'altra prova che non ci fosse alcuna possibilità di salvarle", ha spiegato l'avvocato Domenico Fiorda. Sul possibile autore del delitto aggiunge: "Sicuramente qualcuno di esperto. Pensare che la ricina sia stata somministrata a Natale, mi fa pensare che sia intenzionale".
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