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Roberto Mancini gela Lele Adani: "Ora non possiamo farlo"
Oggi 31-07-26, 15:45
Roberto Mancini risponde, ma non si sbilancia. Alla prima uscita da nuovo commissario tecnico della Nazionale, dopo la conferenza stampa di presentazione insieme al direttore tecnico Claudio Ranieri, il c.t. è stato intervistato dalla Rai e si è trovato davanti Daniele Adani. L'ex difensore ha provato a introdurre la domanda con una considerazione personale: "Secondo me sei commissario tecnico non da due giorni ma lo senti dentro da diverso tempo questo tuo nuovo mandato". Un assist che Mancini ha però scelto di non raccogliere, entrando subito nel merito delle convocazioni e del progetto tecnico. "Credo che non possa mettere in campo undici giocatori giovani in questo momento — ha spiegato il commissario tecnico — Tu hai bisogno, come abbiamo detto prima in conferenza, anche di giocatori che conoscono la Nazionale, che hanno giocato partite importanti, che sono esperti e che possono aiutare a crescere questi ragazzi”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48727262]] Mancini ha poi ribadito un concetto che considera fondamentale per la crescita dei giovani: "Noi quando eravamo ragazzi siamo migliorati perché? Perché giocavamo con quelli bravi, che ci aiutavano e ci aiutavano a crescere. Le società ci davano la possibilità di giocare. Credo che sarà questo il nostro obiettivo”. Tra i due, in realtà, c'è un curioso retroscena che risale a oltre dieci anni fa. Nel 2014, quando Mancini tornò sulla panchina dell'Inter, aveva pensato proprio ad Adani come vice allenatore. L'ex difensore, però, rifiutò la proposta e scelse una strada completamente diversa, quella della comunicazione calcistica. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48728700]] Fu lo stesso Adani a raccontare quella decisione durante una puntata di ‘Viva el Futbol’. "Le scelte vanno fatte da uomo — ha raccontato — In questo caso l'uomo viene prima del professionista. È stata una grande opportunità e io amo il mestiere dell'allenatore, per questo li rispetto molto. Ma il ruolo di comunicatore è una vocazione che sento e rispetto ogni giorno”. Una scelta mai rimpianta: "A volte per quello rompo un po' le scatole agli allenatori quando vado a interagire, ma io lo faccio per la gente. Ho la fortuna di parlare a tutte le fasce di età e questo mi dà un grande senso di responsabilità. Mi piace tantissimo quello che faccio”. Quella proposta rifiutata ha finito per cambiare il suo percorso professionale: da possibile collaboratore di Mancini a uno dei commentatori più conosciuti e discussi del calcio italiano. E oggi, 11 anni dopo, i due si sono ritrovati ancora una volta, ma su fronti completamente diversi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48743932]]
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