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Sánchez attacca l'Italia, ma la Svezia lo gela: pessima la sua amnistia
Oggi 12-08-26, 10:38
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha bisogno di nemici esterni per spostare l’attenzione dei suoi connazionali lontano da lui e dalla sua cerchia. La moglie Begoña Gómez andrà a processo per traffico di influenze e appropriazione indebita. Il fratello David è stato condannato a nove anni di interdizione dai pubblici uffici per aver sfruttato il cognome del premier. L’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos, esponente dei socialisti e suo stretto collaboratore, è stato condannato a 24 anni. A Ceuta, dieci giorni dopo l’ingresso di oltre settantamila persone dal Marocco, secondo le autorità locali ci sono ancora diecimila illegali, in attesa dei rimpatri che procedono a rilento. E due giorni fa l’edizione britannica di Sky News ha documentato che almeno 75 migranti sono riusciti ad attraversare lo stretto di Gibilterra e raggiungere la terraferma spagnola. Questo mentre altri leader europei (ieri è stato il turno del premier svedese Ulf Kristersson) escono allo scoperto per contestare la linea di Madrid sull’immigrazione. Attaccare l’Italia è il modo con cui Sánchez prova a distrarre gli spagnoli da tutto questo. Il suo governo lo ha fatto anche ieri, attraverso il ministro degli Esteri José Manuel Albares. IGNORARE MADRID Parlando da Ceuta, Albares ha detto che il governo italiano, anziché mostrare «solidarietà e sostegno» alla Spagna come avrebbe fatto «la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione europea», ha reagito con «leggerezza e frivolezza», mosso da «meri interessi di parte» ed «esigenze elettorali». Il ministro spagnolo ha anche insistito sul fatto che l’Italia «registra un numero maggiore di ingressi irregolari rispetto alla Spagna» e ha rassicurato che «nessuno ha lasciato la città per la penisola, né potrà farlo» (parole smentite dallo scoop di Sky News prima ancora di essere dette). Da Palazzo Chigi, dalla Farnesina e dal Viminale nessuno gli ha risposto. L’opinione diffusa nell’esecutivo italiano è che non ci sia bisogno di alzare lo scontro con il governo di Madrid, proprio perché significherebbe fare un favore a Sánchez, che cerca la rissa con Roma per ragioni politiche interne.Ieri ha parlato Matteo Salvini, ma lo ha fatto per ribadire la posizione dell’esecutivo italiano. La sospensione del regime di Schengen alle frontiere aeree e marittime con la Spagna durerà almeno fino al 15 agosto: quel giorno, anche secondo gli 007 spagnoli, dal Marocco potrebbe essere tentata una nuova invasione di Ceuta.Lo stesso Albares ha confermato che il pericolo è concreto, lanciando un appello ai marocchini: «Non rischiate la vita, i vostri soldi e il vostro futuro in un’avventura senza speranza. Chiunque entri a Ceuta o Melilla in modo irregolare sarà rimpatriato».Il vicepremier e leader della Lega ha ribadito che a Roma non c’è fretta di cambiare la situazione: «Arriviamo alla metà di agosto e vediamo se Sánchez riuscirà a difendere i suoi confini». Salvini ha anche contestato l’efficacia dei mezzi adoperati dalla Spagna: commentando la proposta di installare barriere galleggianti nello stretto ha detto che «difendere i confini d’Europa con le boe è una presa in giro». Non si è fatto mancare nemmeno una punzecchiatura ironica al premier spagnolo, che nelle ultime settimane ha condiviso sui social network le sue playlist musicali e i consigli di lettura: «Il ragazzo ha tanto tempo a disposizione, buon per lui». L’AVVERTIMENTO INUTILE L’isolamento internazionale di Sánchez è confermato dall’intervista che Ulf Kristersson, premier svedese di centrodestra, ha rilasciato al Financial Times. Il leader di Stoccolma dice che l’amnistia spagnola per i migranti irregolari, che ha prodotto 1,2 milioni di domande (il doppio di quanto Sánchez avesse previsto), è stata «una pessima idea» e racconta di averlo avvertito personalmente della sua contrarietà. Anche perché, spiega Kristersson, l’accordo di Schengen regge solo se i membri mantengono «politiche il più allineate possibile»: chi fa scelte unilaterali mette a rischio tutti.La Commissione europea prova sempre a ricomporre lo strappo tra Roma e Madrid, ma sinora senza risultato. Ieri un portavoce di Bruxelles ha ripetuto che i controlli alle frontiere tra Italia e Spagna «sono temporanei» e che, «se gli sviluppi positivi continueranno, la situazione generale tornerà alla normalità». Ha anche confermato che a Ceuta ci sono ancora clandestini: «Tutti coloro che rimangono devono essere rimpatriati». Domani il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferirà al Comitato parlamentare Schengen sulle misure prese dall’Italia nei confronti della Spagna. Sarà interessante vedere quanti deputati e senatori parteciperanno a un confronto sull’immigrazione alle 14.30 del 13 agosto. Nel dubbio, sarà consentita loro anche la partecipazione da remoto.
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