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Se l'Fnsi non vuole la legge contro l'antisemitismo
Oggi 07-09-26, 09:13
Per Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, «gli spazi di espressione per gli ebrei e l’ebraismo, per Israele e gli israeliani si stanno restringendo, non sempre attraverso divieti espliciti». Dunque il disegno di legge contro l’antisemitismo, in discussione alla Camera, è quanto mai urgente. Dove non arriva il buonsenso, e la cultura, intervenga lo Stato e la giustizia. Ma se la maggioranza di centrodestra sostiene con forza la misura come presidio necessario contro la risorgenza dell’odio antiebraico, e le opposizioni si sono divise, con posizioni di netta contrarietà (M5S e Verdi-Sinistra) e orientamenti più sfumati o di parziale apertura da parte dei riformisti del Pd e del Terzo polo, a stupire è la presenza del sindacato dei giornalisti (Fnsi) fra gli oppositori della legge, considerandola una limitazione della libertà di espressione e di dissenso politico. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48444300]] Inimicarsi i pro-Pal, di questi tempi, sembra non convenire all’intellighenzia de’ sinistra. «Le Comunità ebraiche sono in pericolo», afferma il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, criticando duramente la posizione della Fnsi sul ddl Antisemitismo, contestando la manifestazione di mercoledì a Montecitorio. Di raduni contro i terroristi di Hamas non c’è traccia... «Considero vergognoso che la Fnsi e altri sindacati promuovano azioni per bloccare la legge, organizzando addirittura una sorta di maratona. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48556927]] Questo tipo di iniziative sono pericolose perché legittimano la violenza contro gli ebrei e offrono una sponda a chi compie questi gesti», sottolinea Meghnagi. «La Fnsi non è antisemita», replica la segretaria della Federazione, Alessandra Costante, «non può essere considerato antisemitismo criticare le azioni dell’attuale governo: vogliamo ricordare in questo frangente le decine di giornalisti e reporter uccisi durante l’attacco a Gaza. Giornalisti, non terroristi». «Difendere Israele, le Comunità ebraiche e i loro valori significa difendere noi stessi e tutto ciò che il terrorismo vuole distruggere», replica la senatrice di Noi moderati, Mariastella Gelmini. «Nessuna critica alle decisioni del governo, nessun dissenso rispetto alle scelte dello Stato», chiosa il ministro, dell’Interno, Matteo Piantedosi, «possono trasformarsi i
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