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Sinner, l'ordine al suo staff: cosa non devono mai indossare in partita
Oggi 10-07-26, 13:07
La scaramanzia, anche per un numero uno del mondo, ha il suo peso. Alla vigilia della semifinale di Wimbledon contro Novak Djokovic, Jannik Sinner ha svelato un curioso retroscena che riguarda il suo team: c'è un solo accessorio che non vuole vedere in tribuna durante le sue partite, il cappellino bianco. Motivo? Le statistiche, a suo dire, parlano chiaro. L'episodio è emerso al termine della conferenza stampa successiva alla vittoria nei quarti contro Jan-Lennard Struff. Quando ormai il campione altoatesino stava lasciando la sala, un giornalista gli ha chiesto chi decidesse l'abbigliamento coordinato del suo staff, spesso vestito con gli stessi colori durante i match. "Devi chiedere al mio team. Non sono io”, ha risposto inizialmente Sinner. Poi, davanti a un'ulteriore domanda, ha ammesso di avere una sola richiesta ben precisa: "No, non me ne occupo io — ha aggiunto — L'unico colore che non mi piace è il cappellino bianco, per un motivo ben preciso, abbiamo una percentuale di vittorie non buona quando indossano un cappellino bianco, ma per il resto scelgono loro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48495910]] Così Simone Vagnozzi, Darren Cahille gli altri componenti dello staff possono scegliere liberamente come vestirsi, purché evitino il bianco per il copricapo. Una superstizione raccontata con il sorriso, ma che conferma come anche Sinner, pur razionale, abbia piccoli rituali ai quali preferisce non rinunciare. Lo stesso tennista, in passato, ha spiegato che più che di scaramanzia si tratta di abitudini utili a entrare nella giusta concentrazione. Prima di ogni incontro entra in campo sempre con il piede destro ed evita di calpestare le linee con quello sinistro, modificando perfino il passo se necessario. Al servizio segue una routine immutabile: sette rimbalzi della pallina prima della prima e cinque prima della seconda. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48497794]] Anche lontano dal campo le consuetudini non mancano. Prima di ogni partita passa sempre dal bagno: "Se non ci vado, è un grosso problema", aveva raccontato in passato. E quando conquista un torneo o vive una settimana particolarmente positiva, il premio è sempre lo stesso: hamburger, patatine, Coca Cola e tiramisù, oppure un gelato. Prima, però, c'è da superare l'esame più difficile: la semifinale contro Djokovic, in una sfida che vale l'accesso all'ultimo atto di Wimbledon.
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