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"Sospendere il patto di stabilità": la richiesta del governo, clamorosa sfida alla Ue
Oggi 30-04-26, 12:24
L'Italia fa sul serio. E lo dimostra quanto spunta nero su bianco nel Documento di finanza pubblica (Dfp), ossia la richiesta alla Ue di sospendere il Patto di stabilità, richiesta dovuta alla "situazione eccezionale" in cui il Paese, al pari di Europa e resto del mondo, si trova. Nel passaggio parlamentare del Df ecco il significativo cambio di rotta significativo. Dopo ore di negoziato con gli uffici del Ministero dell’Economia, la maggioranza ha ottenuto l’inserimento nel testo di un riferimento esplicito alla possibilità di intervenire con strumenti straordinari: "Attivare clausole di salvaguardia attivando al contempo interlocuzioni presso l'Unione Europea volte al riconoscimento dell'eccezionalità della situazione". Una formulazione più netta rispetto alle versioni precedenti, giudicate troppo vaghe. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47400761]] Il punto centrale è duplice: da un lato, la richiesta di uno stop generalizzato alle regole del Patto per tutti i Paesi membri; dall’altro, in alternativa, la possibilità di discostarsi dal percorso di spesa concordato con Bruxelles per affrontare l’emergenza legata al caro energia, sulla scia di quanto già previsto per gli investimenti nella difesa. La novità, per quanto ventilata nel corso delle ultime due settimane, è emersa solo nelle ultime ore. Nelle bozze circolate la sera precedente, infatti, non compariva alcun riferimento così esplicito. Il testo è stato rivisto dopo un confronto serrato tra esponenti politici e tecnici del Mef: la semplice menzione di una generica flessibilità non è stata ritenuta sufficiente. Determinante un giro di contatti che ha coinvolto, tra gli altri, il responsabile economico della Lega Alberto Bagnai e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47389732]] In Parlamento è avvenuto il confronto tre diverse risoluzioni, presentate sia alla Camera sia al Senato: quella della maggioranza, una proposta unitaria delle opposizioni e un testo di Azione. Prima del voto, Giorgetti ha preso la parola per replicare alle critiche arrivate durante il dibattito, ribadendo alcuni punti fermi della linea del governo. "Il Paese ha debito pubblico più elevato in Europa, questo è dato da cui partire e non si può ignorare la realtà", ha sottolineato il ministro, respingendo le accuse sulla gestione dei conti pubblici. E ancora: "Ci contestano di aver firmato il Patto di Stabilità, che non è quello che avremmo voluto noi. Ma se non lo avessimo fatto, sarebbe rimasto in vigore quello precedente, che era anche peggio". Giorgetti ha poi richiamato i limiti imposti dall’alto livello di indebitamento: "Un Paese indebitato non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare: se qualcuno viene a proporre di spendere senza vincoli, vi assicuro che il debito diventerà un grosso problema". Infine, ha evidenziato le difficoltà politiche nel sostenere un trattamento differenziato delle spese: "È molto difficile da sostenere, quanto meno politicamente, una clausola 'escape' che preveda la possibilità di non considerare ai fini del Patto le spese per la difesa e invece le escluda" per gli interventi in favore di famiglie e imprese alle prese con i rincari energetici, conclude il ministro dell'Economia.
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