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Spalletti, siluro su Allegri: "Le regole del Milan. Non va bene"
Oggi 03-05-26, 07:49
Una critica alla sua Juventus, ma anche un siluro suMassimiliano Allegri. Alla vigilia della partita con il Verona che potrebbe blindare la prossima Champions dei bianconeri,mister Luciano Spalletti torna sul pareggio per 0-0 a San Siro della scorsa settimana. Uno spettacolo piuttosto deprimente dal punto di vista tecnico tra la terza e la quarta forza del campionato, soprattutto se paragonato alle spettacolari semifinali di Champions League. "La partita tra Psg-Bayern? La Champions in generale non premia la sicurezza. Premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita. Noi si tende ad avere controllo nelle situazioni del nostro calcio. In Champions League hanno questa attenzione nelle giocate che spaccano gli equilibri, oltre i reparti, gli avversari". "Ci sono calciatori forti dentro la Champions, che creano questa instabilità. La velocità del gioco, le giocate di quelle che danno vantaggio di quei calciatori lì, creano difficoltà. In questa velocità di gioco si crea una instabilità dove tu puoi prendere vantaggi ma reggere a quell’urto lì diventa più difficile. Il calcio moderno per me va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga soltanto mantenere un ordine e un ritmo basso. Poi nel ritmo basso tutto diventa prevedibile, leggibile. Bisogna un po’ adeguarsi a questo livello qui", ha aggiunto. "Mantenere il proprio stile di gioco quando il battito cardiaco sembra toglierti il fiato è un’ulteriore qualità. Rimanere lucidi in quelle partite diventa difficilissimo ma se mantiene equilibrio ci sta che tu vada a prendere vantaggio da ciò che genera la partita. La direzione è comunque quella", ha spiegato. "Io non sono rimasto contento dalla partita di Milano, giocare queste partite ti rimpicciolisce un po’. Ti tiene in ordine, porti il risultato a casa ma non prendere posizione non mi piace. Non voglio vederlo dalla mia squadra, ti fa stare a metà con ciò che vogliamo diventare. Se non mantieni un livello di frequenza tutto diventa prevedibile, ci siamo adattati alle regole del Milan e questo a me non piace. Avevo un buco nello stomaco perché son fatto così e lo vivo così, l’ho fatto presente alla squadra il giorno dopo. In Champions League c’è un livello differente", ha sottolineato l'allenatore toscano.
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