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Salute
Stress, c'è anche quello positivo: ecco in che modo ci aiuta
24-04-2026, 11:20
In Italia lo stress è sempre più al centro dell’attenzione pubblica e scientifica. Diverse ricerche condotte da ISTAT e Istituto Superiore di Sanità mostrano come una quota significativa della popolazione riferisca livelli elevati di stress, spesso legati a lavoro, instabilità economica e difficoltà nel conciliare vita privata e professionale. Negli ultimi anni, inoltre, fattori come la pandemia e i cambiamenti sociali hanno contribuito ad aumentare il carico psicologico percepito, rendendo sempre più urgente distinguere tra stress “utile” e stress dannoso.È proprio da questa distinzione che parte l’analisi della Dottoressa Cristina Baronio medico di medicina generale, esperta in omotossicologia, medicina dei sistemi e agopuntura, che chiarisce: «In fisiologia, lo stress è una richiesta di adattamento. Il corpo è fatto per rispondere continuamente a stimoli: fame, temperatura, movimento, relazioni. Questo non è necessariamente dannoso, è ciò che ci tiene in vita». Non tutto lo stress, quindi, è negativo. Esiste infatti l’eustress, una forma positiva e temporanea che ci attiva e ci aiuta ad affrontare le sfide quotidiane, contrapposta al distress, che è invece «uno stress prolungato o eccessivo che esaurisce le risorse fisiche e ci fa sentire sopraffatti». La differenza, spiega la Dott.ssa Baronio, si riconosce soprattutto attraverso i segnali che arrivano dal corpo e dalla mente: «Energia, concentrazione e motivazione indicano eustress; ansia persistente, stanchezza e perdita di controllo suggeriscono distress». In altre parole, lo stress diventa un problema quando smette di essere uno stimolo e si trasforma in un peso costante.Eppure, nella sua forma positiva, lo stress può rappresentare un vero alleato. «Nell’eustress si attivano gli stessi circuiti dello stress, ma in modo più breve, regolato e con esiti positivi», sottolinea la Dottoressa Baronio. In queste condizioni, il corpo rilascia sostanze come adrenalina, dopamina ed endorfine che migliorano attenzione, memoria e capacità di problem solving. È quella spinta che ci permette di affrontare un esame, una scadenza o una sfida personale con maggiore efficacia. «È una spinta naturale che, se ben gestita, può migliorare produttività e autostima», aggiunge. Il problema nasce quando questa attivazione non si spegne. «Lo stress diventa dannoso quando è cronico e non gestito», evidenzia l’esperta. I segnali sono chiari: insonnia, mal di testa, tensione muscolare, ma anche irritabilità, ansia e difficoltà di concentrazione. Nel lungo periodo, il distress può favorire condizioni più serie come ipertensione, tachicardia e disturbi d’ansia. «È stata ben documentata una correlazione importante fra distress e malattie croniche, proprio per l’usura che nel tempo si crea a danno dei sistemi biologici», precisa. Di fronte a questo scenario, la gestione dello stress diventa fondamentale. Tuttavia, eliminarlo del tutto non è realistico. «Spesso non è possibile eliminare l’agente stressogeno: pensiamo al lavoro o alla malattia di una persona cara», osserva la Dottoressa Baronio. La chiave è quindi imparare a gestirlo. Attività fisica regolare, tecniche di respirazione, mindfulness, sonno adeguato e una buona organizzazione della giornata sono strumenti semplici ma efficaci. Non meno importante è l’aspetto relazionale: «Coltivare relazioni sociali e ritagliarsi momenti di pausa aiuta a trasformare lo stress in energia più gestibile e positiva».Le conseguenze dello stress cronico, del resto, possono essere profonde. «Può incidere sull’organismo aumentando il rischio di disturbi cardiovascolari, alterazioni del metabolismo e problemi del sonno, oltre a influenzare il sistema immunitario», spiega l’esperta. Per questo motivo lo definisce «un fattore di rischio trasversale, una sorta di moltiplicatore della vulnerabilità».Parlare di prevenzione è importante e «L’unica cosa su cui possiamo agire è lo stile di vita ,monitorare i segnali del corpo, intervenire precocemente e mantenere un equilibrio tra impegni e recupero rappresentano le strategie più efficaci per proteggere la salute. È importante anche lavorare su un habitus mentale che ci permetta di non consumarci e autosabotarci. Credo sia un aspetto importante da sottolineare a questo proposito consiglio il libro "Perché alle zebre non viene l'ulcera?" di Robert M. Sapolsky » conclude la Dottoressa Baronio. In un Paese come l’Italia, dove lo stress è sempre più diffuso, imparare a riconoscere la differenza tra eustress e distress non è solo una questione teorica, ma una competenza fondamentale per vivere meglio.
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