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Svezia, la 16enne stuprata dal richiedente asilo: un terremoto, pugno durissimo contro gli stranieri violenti
Oggi 08-07-26, 10:05
A Stoccolma il dibattito sull'immigrazione torna ad accendersi, dopo la vicenda di una sedicenne che, secondo quanto riportato dalla stampa svedese e rilanciato da Samnytt, sarebbe stata violentata da un richiedente asilo.Un episodio che ha alimentato una forte pressione politica e istituzionale, fino a produrre una revisione delle regole sull'espulsione degli stranieri condannati per reati di particolare gravità. La novità riguarda l'interpretazione delle norme da parte dell'agenzia svedese per l'immigrazione, che avrebbe modificato le proprie linee guida dopo un confronto con l'UNHCR. In sostanza, i richiedenti asilo riconosciuti colpevoli di stupro o di altri delitti particolarmente gravi potranno essere espulsi con maggiore facilità, superando un orientamento che in passato aveva reso molto difficile procedere all'allontanamento anche in presenza di condanne pesanti. Il caso che ha fatto discutere e ha messo l’ONU alle strette risale al 2024 e riguarda una ragazza di 16 anni, Meya Åberg, residente nel paesino di Skellefteå. L'uomo accusato dell'aggressione, richiedente asilo, è stato condannato a 3 anni di carcere, ma è stato anche indicato dalla Corte d’Appello come non espellibile in ragione del rischio di persecuzioni nel Paese d'origine. Proprio questa vicenda avrebbe contribuito a riaprire il dossier sulle espulsioni dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Il cambiamento viene interpretato come una stretta voluta dal governo svedese, da tempo impegnato a rivedere le politiche migratorie. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela della sicurezza pubblica senza rinunciare agli obblighi internazionali in materia di diritto d'asilo. Resta infatti fermo il principio del divieto di respingimento verso Paesi nei quali una persona rischi torture o persecuzioni, ma le nuove indicazioni puntano a restringere gli spazi di protezione per chi si renda responsabile di reati particolarmente gravi. Il ministro svedese per la Migrazione, Johan Forsell, chiarisce le linee guida: “Lo stupro è un reato particolarmente grave e chi lo commette deve essere rimpatriato, anche quando gode di protezione internazionale”. Una svolta che promette di alimentare il confronto politico ben oltre i confini della Svezia.
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