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Tito Boeri non è Elsa Fornero: cala il gelo in tv dalla Gruber
Oggi 04-10-26, 00:29
Nella redazione di Otto e mezzo la riunione dev’essere andata più o meno così: chiamiamo un professore, un tecnico e facciamolo bastonare il governo. Lilli Gruber avrà annuito. Poi in collegamento con lo studio di La7 si ritrova l’esimio Tito Boeri, e il piano va a ramengo.«È di oggi il dato Istat sull'inflazione, a settembre in Italia l’inflazione è salita al 4,2% in un anno. Che responsabilità ha il governo e chi paga il prezzo più alto?», domanda la padrona di casa al celebre economista. La risposta, però, delude le sue attese: «L’inflazione al 4,2% è molto preoccupante ma credo non si possa darne colpa al governo perché è un'inflazione importata legata alla crisi energetica successiva alla chiusura dello stretto di Hormuz, forse l’unica cosa che si potrebbe dire ai nostri governanti è che avrebbero dovuto pensarci un pochettino di più prima di osannare chi è responsabile di queste chiusure». Certo, Boeri non è un filo-meloniano e quindi non possono mancare delle critiche al centrodestra, anche se molto pacate ed equilibrate. «Il governo avrebbe potuto fare di più per ridurre i costi di quest'inflazione, soprattutto per le fasce più deboli. Primo, evitando di continuare a tassarci sempre di più anche quando i redditi diminuivano, questo è il drenaggio fiscale dovuto al fatto che non si aggiustano le aliquote quando i prezzi aumentano. Secondo, difendendo le categorie più deboli: un salario minimo indicizzato, come esiste in tutti i Paesi europei, avrebbe protetto i lavoratori con redditi più bassi». Le sue parole, in ogni caso, sono un bel siluro anche per i partiti delle tasse e delle patrimoniali. Si passa poi al tema-Ue. «Io fossi in loro - spiega riferendosi al governo - starei molto attento in questo momento a chiedere più flessibilità all'Europa. Primo, perché abbiamo appena ricevuto qualcosa come 200 miliardi di spesa aggiuntiva che abbiamo nel Pnrr e che forse avremmo dovuto utilizzare meglio. In secondo luogo, nel momento in cui il debito pubblico è veramente messo sotto attenzione da parte dei mercati e sono aumentati i redditi dei titoli di Stato in molti Paesi e in Italia anche, se noi continuiamo a chiedere soldi e a dare segnali di lassismo il rischio è che poi tutti questi soldi dobbiamo pagarli in termini di interessi più alti sui nostri titoli di Stato».
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