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Ucraina, Kiev colpisce due navi nel Caspio. L'Iran: "Erano nostre: vendetta"
Oggi 27-07-26, 08:57
Il Mar Caspio unisce geograficamente e strategicamente la Russia con l’Iran ed è attraverso questo enorme lago salato che i due Paesi alleati continuano a commerciare (anche in armi) nonostante le sanzioni che colpiscono entrambi. Era dunque solo questione di tempo perché il Caspio diventasse anche il punto di contatto delle due guerre in corso, c’è voluto un attacco ucraino a lungo raggio che ha colpito due navi che a detta del presidente Zelensky erano «utilizzate per il trasporto di materiale bellico dalla Russia all’Iran», e la morte di un marinaio. Teheran per il momento si è limitata ad alzare la voce ha definendolo un «atto di aggressione gratuito», ma ha avvertito che si riserva il diritto di difendere i propri interessi, cioè di rispondere a sua volta con un possibile attacco di droni o missilistico. Un nuovo fronte della guerra insomma, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che parla di violazione dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e che, per quanto possa contare, ha discusso la questione anche in una telefonata con l’Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, alla quale ha chiesto una risposta decisa dell’Unione, oltre che dell’Onu e della comunità internazionale. Araghchi sostiene che dietro a tale mossa c’è l’istigazione di Israele che vuole trascinare l’Europa nella sua guerra. Da parte sua invece Zelensky ha scritto su X che darà istruzioni ai suoi servizi segreti «di condividere con i nostri partner le informazioni in nostro possesso riguardo al nuovo aiuto fornito dalla Russia al regime iraniano». Dall’inizio di luglio, dice il presidente ucraino, «abbiamo registrato un’intensa attività di sorveglianza satellitare russa sugli Stati del Golfo e sulle installazioni militari statunitensi ivi situate» aggiungendo che esiste una chiara correlazione tra queste immagini e successivi attacchi iraniani e facendo l’esempio di attacchi in Bahrain, in Giordania e in Kuwait il 19 e il 20 luglio. «L’obiettivo è chiaro», ha scritto Zelensky, «nessuno di noi al mondo dovrebbe ignorare un fatto molto semplice: il male cerca sempre il modo di peggiorare le cose e di diffondersi ulteriormente. La Russia deve essere fermata. Questa guerra deve finire. La pressione sull'aggressore deve funzionare». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48661547]] IL RUOLO DI TRUMP Le accuse di Zelensky non sono nuove, a inizio aprile l’intelligence ucraina aveva già avvisato di tale meccanismo facendo decine di esempi relativi al solo mese di marzo. Il presidente Trump aveva tuttavia minimizzato, sostenendo che anche gli Stati Uniti aiutano l’Ucraina con le armi e le immagini satellitari. Il New York Times fa notare peraltro che l’attacco del Caspio in questo esatto momento rischia di non rivelarsi particolarmente gradito al presidente Trump che nelle ultime ore ha deciso di posticipare ulteriori raid contro l’Iran nel tentativo di far ripartire la macchina della diplomazia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48646989]] LA ROMANIA NEL MIRINO Zelensky ieri ha anche riferito che in totale, la scorsa settimana «la Russia ha utilizzato contro l’Ucraina quasi 1.700 droni, oltre 1.630 bombe aeree guidate e 95 missili di vario tipo, di cui più della metà sono missili balistici». Solo la notte tra sabato e domenica i russi hanno lanciato 136 droni e 8 missili, uno dei quali ha colpito un centro residenziale a Kiev. Due persone sono rimaste uccise in altri due distinti attacchi a Kharkiv e a Zaporizhzhya. Per il terzo giorno consecutivo un drone russo ha sconfinato in Romania, scatenando la reazione del Paese Nato che ha dovuto alzare in volo i suoi F16 per l’abbattimento. «È inaccettabile e intollerabile che la Federazione Russa continui a violare lo spazio aereo rumeno, che è anche quello della Nato e dell’Unione Europea» ha protestato su X il presidente Nicusor Dan. L’Ucraina invece rivendica un'incursione dei suoi droni nella Crimea occupata, in cui è stata colpita la termica di Tavriiska, vicino a Simferopoli, con una capacità operativa di 470 MegaWatt. Nell’attacco - il secondo in circa un mese - è scoppiato un incendio che avrebbe riguardato l’impianto e anche vicini serbatoi di gas. Attacchi sono stati effettuati anche su Yalta and Feodosia. Le autorità russe denunciano invece 6 morti in diverse incursioni ucraine nelle aree occupate del Donetsk e del Kherson. Una persona sarebbe rimasta uccisa a Smorodino, in una zona di confine dell'oblast di Belgorod. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48621727]]
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