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Concertone. La provocazione di Piero Pelù: "Mussolini un morto sul lavoro"
Oggi 02-05-26, 07:05
Durante il Concertone del Primo Maggio a Roma, Piero Pelù, sul palco con i Litfiba riuniti per i 40 anni di "I 7 re", ha fatto due lunghi interventi contro la guerra e contro i genocidi. Ma un passaggio ha gelato, almeno per qualche istante, il pubblico. Ha definito Benito Mussolini "un morto sul lavoro", per poi aggiungere subito "ma è un morto sanguinario e traditore". Una battuta forse riuscita male ma in un contesto chiaramente di denuncia dei crimini del regime fascista. L'artista ha poi ricordato anche la tragedia di Chernobyl e denunciato tutti i genocidi della storia, e ha concluso la sua performance con un ultimo grido: "Fanculo i colonialismi. Palestina libera".
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