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"Morire di caldo o morire di fame", la protesta dei rider: "Siamo a partita Iva e senza diritti, non esistiamo"
Oggi 08-07-26, 07:39
Giornata di protesta per i rider milanesi, scesi in piazza con una mobilitazione promossa dall'Usb dal titolo "Morire di caldo o morire di fame". Dopo un'assemblea nella sede di via Padova, i lavoratori hanno dato vita a un corteo diretto alla prefettura per chiedere maggiori diritti e tutele. Al centro delle rivendicazioni, il riconoscimento della natura subordinata del lavoro e la richiesta di un contratto. I lavoratori denunciano compensi bassi e condizioni precarie legate all'uso della partita IVA: "Si guadagnano anche 30-35 euro al giorno dopo ore di lavoro", racconta Mourad Balti Touati, uno di loro, contestando le cifre dichiarate dalle piattaforme. Secondo i manifestanti, tra paghe a consegna e forte concorrenza, i guadagni reali restano insufficienti. "Siamo senza diritti e senza sicurezza", affermano, chiedendo un intervento concreto da parte del governo.
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