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No Tav, il materiale sequestrato dopo l'assalto al cantiere
27-07-2026, 05:38
"Dall'alto dei sentieri si vedono colonne di fumo, quello che si respira nell'aria però non è l'odore acre di ferraglia e neanche quello bruciante dei lacrimogeni, ma l'entusiasmo di migliaia di persone che sono riuscite a raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia, dimostrando che la val di Susa è tutt'altro che pacificata". È così che i No Tav descrivono in un sito le loro azioni di ieri al cantiere Tav di Chiomonte, in Val di Susa, nel Torinese. Un sabato di cantieri dell'alta velocità in parte ridotti in macerie, tra pietre, molotov e fumo nero che ha avvolto boschi e strade, dove "una marea umana - proseguono i No Tav - è riuscita a dividersi dalla bassa all'alta valle, a percorrere per ore sentieri, strade, prendere treni, attraversare prati, fare carovane e serpentoni infiniti", parlando di "20.000 persone". Tra i materiali sequestrati dopo la protesta anche passamontagna, maschere, occhiali, guanti e petardi.
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