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1 Maggio. Mattarella "i morti sul lavoro un tributo inaccettabile"
Oggi 30-04-26, 19:37
AGI - Una "piaga che non accenna a sanarsi", un "tributo inaccettabile". Il Presidente della Repubblica lancia dallo stabilimento Piaggio di Pontedera il suo richiamo per garantire maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, dove sono ancora troppe le persone a perdere la vita. "La sicurezza sul lavoro resta un impegno che non consente rinunce o distinguo", sottolinea il Capo dello Stato nel giorno che precede il Primo Maggio. Una scelta, quella dello stabilimento in provincia di Pisa, che non appare casuale La Piaggio, dopo la riconversione da industria bellica a industria civile, compie proprio quest'anno ottanta anni (la produzione iniziò il 23 aprile 1946), tanti quanti quelli della Costituzione. Un trait d'union che si ripete negli ultimi impegni di Mattarella che, appena due giorni fa, ha ricevuto al Quirinale una delegazione del Premio Strega, altro 'ottantenne' che ha contribuito, stavolta attraverso la letteratura e la narrativa, a ri-costruire l'Italia nel Secondo Dopoguerra. Ed è sempre la Costituzione il motivo ispiratore dell'intervento del Capo dello Stato: "Il Primo Maggio è la Festa dei lavoratori di tutto il mondo. È una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda". Dunque, "fu una scelta coraggiosa e lungimirante quella dell'Articolo 1 della Costituzione, che definì, con magistrale brevità, un insieme assai denso di valori, nei quali si sono riconosciute tutte le forze e le culture dell'Italia liberata", sottolinea Mattarella: "È il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica, di cui stiamo per festeggiare l'ottantesimo compleanno, fosse 'fondata sul lavoro' proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all'uguaglianza, finalmente conquistate, un contenuto più forte e impegnativo. Per sottolineare che la Repubblica sarebbe stata il tempo delle opportunità". Nuove sfide Il tempo presente, tuttavia, mette il mondo del lavoro davanti a nuove sfide, a cominciare dalla crisi derivante dai conflitti in corso, passando per quella demografica, per arrivare all'Intelligenza Artificiale, una incognita per le future generazioni. Sulla prima sfida, per il Presidente della Repubblica il sentiero da percorrere è quello che porta a una maggiore integrazione europea. Occorre, spiega, "eliminare le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni. È tempo di visione, non di misure di corto respiro, di procedere con coraggio" a favore di una piena "integrazione europea" in campo economico. Certo, osserva, "pesano le fragilità dell'economia internazionale sulle nostre aziende. Pesano i conflitti e le guerre. Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo", per colmare il quale occorre "orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita". Insomma, avverte Mattarella, "è tempo di visione. Non di misure di corto respiro. È tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell'integrazione europea. Nel frattempo siamo chiamati a fare la nostra parte". Demografia e migranti Per affrontare la seconda sfida, quella demografica, Mattarella invita a considerare il tema dei migranti: "Il sistema produttivo reclama manodopera: c'è di che riflettere. Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L'impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall'altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal governo", osserva il Capo dello Stato. L'Intelligenza Artificiale Infine la sfida al lavoro rappresentata dall'IA. Già in altre occasioni, il Presidente ha invitato a guardare all'Intelligenza Artificiale mettendo al centro la dimensione umana. Oggi ribadisce il concetto chiamando in aiuto Carlo Cattaneo che, "nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo 'Industria e morale' affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell'officina, elevandole ad alta dignità. E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita 'civiltà delle macchine', con la persona al centro di questi processi. È oggi una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità". Prima di congedarsi, il Presidente Mattarella invia un messaggio di speranza, rivolto soprattutto ai giovani: "Un saluto speciale ai giovani che si ritroveranno a Roma, come ormai è consuetudine, al concertone di piazza San Giovanni. Buona Festa del lavoro anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario. Buon Primo maggio a tutti".
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