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Estero
Al via in Svizzera i colloqui tra Usa e Iran, i due 'nodi' sul tavolo
Oggi 21-06-26, 13:57
AGI - Sono iniziati al Bürgenstock, hotel sul lago di Lucerna, nel cuore della Svizzera, i colloqui tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto che nei mesi scorsi aveva portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti conseguenze sull'economia mondiale. Il Qatar ha dato notizia dell'avvio dei colloqui tecnici tra Usa e Iran, con la mediazione del Pakistan e dello stesso Qatar. Un comunicato diramato dal ministero degli Esteri del Qatar afferma che "sono stati costituiti gruppi tecnici ed esperti specializzati per negoziare i termini dell'accordo finale, che riguarderà tutti gli aspetti del Memorandum d'intesa" tra Stati Uniti e Iran. "Inoltre, sono stati istituiti gruppi di monitoraggio per supervisionare l'attuazione del Memorandum, controllare i progressi compiuti e lavorare per la conclusione dell'accordo finale", aggiunge il comunicato. "Ciò riflette l'impegno di tutte le parti a procedere nel processo negoziale in buona fede, con l'obiettivo di raggiungere un accordo globale e duraturo", sottolinea la stessa fonte. Il ministero ha anche affermato che il Qatar continuerà a collaborare con il Pakistan e "tutte le parti interessate per creare un ambiente positivo che consenta ai negoziati di raggiungere i loro obiettivi, nella ferma convinzione che il dialogo e la diplomazia rappresentino la via ottimale per affrontare i conflitti e risolvere le controversie. La televisione di stato iraniana ha riferito che delegazioni provenienti da Iran, Qatar e Stati Uniti si stanno incontrando in Svizzera per discutere di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati. "Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sui temi di un cessate il fuoco globale in Libano e dei beni iraniani bloccati è attualmente in corso presso la sede dei negoziati", ha riferito l'emittente statale IRIB. L'ultimo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è rimasto, ancora una volta, solo teorico e, mentre gli attacchi di Tel Aviv continuano a mietere vittime nel Sud del Paese dei cedri, Teheran ha richiuso lo Stretto come rappresaglia. Quanto al nucleare, Axios sostiene che Washington sia pronta a sbloccare parte dei fondi congelati della Repubblica Islamica se quest'ultima consentirà l'accesso ai siti di arricchimento dell'uranio agli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Le delegazioni al Bürgenstock e il ruolo dei mediatori Vance si è unito oggi agli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, che erano già nella località elvetica per occuparsi di "alcuni aspetti tecnici" dei negoziati. Che "tecnici" saranno i connotati dei colloqui di oggi è stato confermato anche dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, giunto al Bürgenstock insieme al capo negoziatore di Teheran, il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e al governatore della Banca Centrale, Abdolnaser Hemmati. È giunta in Svizzera anche la delegazione del Pakistan, Paese mediatore, capeggiata dal capo dell'esercito, Asim Munir, e dal primo ministro, Shehbaz Sharif. È prevista inoltre la presenza di rappresentanti del Qatar, altra nazione coinvolta nei negoziati. Il memorandum dei 60 giorni e lo spettro dei raid in Libano Il memorandum d'intesa firmato mercoledì da Iran e Usa prevede 60 giorni di colloqui per raggiungere un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano e sulla revoca delle sanzioni contro la sua economia. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, ha avvertito ieri gli Stati Uniti che il protocollo sarà "in pericolo" se le sue clausole non verranno attuate rapidamente, a partire dalla tregua in Libano, dove continuano gli scontri tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah. Il presidente americano, Donald Trump, ha minacciato da parte sua di imporre un pedaggio sullo Stretto di Hormuz se, trascorsi i 60 giorni, non verrà trovata un'intesa. I media israeliani riportavano ieri sera che il primo ministro dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, avesse dato ordine alle sue forze di sospendere gli attacchi. Tuttavia il ministero della Salute di Beirut stamane ha riferito di nuovi raid che hanno causato almeno sette morti nel Sud.
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