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Applausi per Conte alla Festa dell’Unità: "Se sconfitto alle primarie rimarrò leale"
Oggi 12-09-26, 22:56
AGI - Affidabilità. Non si tratta di comprare un'auto nuova, ma per Giuseppe Conte è questa la prima richiesta da fare agli alleati. Un messaggio a Matteo Renzi con il quale, nelle scorse ore, il presidente M5s ha ingaggiato un duello a distanza, pur senza citare il leader di Italia Viva. Sottotraccia i sospetti e le diffidenze fra i due partiti continuano a lievitare, soprattutto dopo il passaggio della legge elettorale al Senato, con l'emendamento che ha portato a seimila mila firme per collegio quelle necessarie perché una forza politica non ancora presente in parlamento possa presentarsi alle elezioni. Una norma che Conte legge come un tentativo del centrodestra, ma non solo, di boicottare forze 'amiche' come Progetto Civico di Onorato o il Psi di Maraio. Tanto che il leader Cinque Stelle ha fatto appello a Mattarella per fermare una norma vergognosa. "Ho grande rispetto per le istituzioni e in massima parte per il Presidente della Repubblica, non mi vedrete mai tirarlo per la giacchetta, ma ieri ho richiamato la sua attenzione per questa norma antidemocratica e illiberale che preclude l'ingresso in parlamento a forze politiche che non sono state ancora elette", ha ricordato Conte alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia, dove è stato accolto dall'ovazione del popolo del Pd. L'accoglienza dei militanti e il paragone con gli altri leader Il leader Cinque Stelle, accolto dal Responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi, tiene a sottolineare che il feeling con i militanti della Festa dell'unità non è una novità, "succedeva anche quando ero presidente del Consiglio". L'applausometro sembra dargli ragione. Non è al livello di quello di Pierluigi Bersani, praticamente una rockstar a Reggio Emilia, ma sicuramente calda. La giornalista Monica Guerzoni che lo intervista fa presente che anche Matteo Renzi, ieri, ha ricevuto tanti applausi. E partono i fischi. I sospetti sulle alleanze e il programma Una sfida nella sfida a cui 'partecipa' indirettamente anche la segretaria Elly Schlein: il suo nome è scandito da un gruppo di giovani al termine dell'intervento di Conte sul palco. Il presidente M5s mostra di non gradire i continui riferimenti dei giornalisti a Renzi, preferirebbe "parlare di programma", spiega: "Ogni giorno devo rispondere a una domanda sulle primarie e a una su Renzi. Come una medicina da prendere quotidianamente". L'ombra dell'ex rottamatore, in ogni caso, aleggia sul palco Guccini, anche per i sospetti di una operazione di Renzi ai danni di Onorato che circola in ambienti M5s. Sembra confermarlo l'accusa, sfumata, che Conte lancia agli alleati dell'opposizione o, almeno, a quegli alleati a cui rimprovera un certo laissez faire sulla raccolta delle firme: non tutte le forze di opposizione si sono battute strenuamente contro quell'emendamento, è l'accusa lanciata da Conte poche ore dopo l'ok all'emendamento. L'affondo finale su Renzi e l'allargamento del campo Il leader M5s non lo cita direttamente, ma in controluce sembra di scorgere nelle sue parole proprio Matteo Renzi. E sembra confermarlo la risposta a chi gli chiede dei dubbi che attraversano il Pd sulle primarie: "A me interessa la coerenza, la forza, la solidità di questo programma. E l'affidabilità: dobbiamo avere garanzie che non accada quello che è accaduto prima". Un riferimento alla caduta del governo Conte 2 per la quale è stato determinante il voto di Italia Viva. Poi, all'ennesima domanda su Renzi, l'affondo: "Mi domandate sempre di Renzi, non se ne può più. Così lo farete diventare antipatico. Ma dobbiamo allargarlo questo spazio politico o vogliamo restringerlo? Onorato ha unito centinaia di amministratori civici, ha creato un movimento dal basso. Renzi, con tutto il rispetto, è lì dal 2019, ha una sua capacità sull'elettorato che mi sembra ben circoscritta. Vogliamo andare oltre o ci vogliamo fermare a Renzi? Se vogliamo vincere dobbiamo andare oltre e noi vogliamo vincere", è la stoccata di Conte.
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