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Estero
Arrestato per stupro il fratello del sospettato di aver adescato Lyhanna
Oggi 08-06-26, 15:17
AGI - Nuovo sviluppo collaterale nel drammatico caso Lyhanna, la 11enne vittima di abusi sessuali e uccisa, che sta facendo scalpore in Francia. Secondo Bfmtv, il fratello dell'indagato, il 41enne Jerome Barella, si trova in custodia cautelare ad Auch con l'accusa di aver violentato la sua ex compagna. Il 44enne è stato arrestato dopo che l'ex compagna, che ha sporto denuncia nel 2024, ha affermato che gli episodi di violenza sessuale si sono verificati nel 2007 e nel 2017. L'emittente ha precisato che i due fratelli non erano più in contatto da tempo. Al momento la procura di Auch non ha ancora risposto alle richieste di commento da parte di Bfmtv. Le parole del ministro della Giustizia Messo sotto pressione da tutte le forze politiche, il ministro della Giustizia Gerald Darmanin ha chiesto una "mobilitazione generale" dei magistrati per "scoprire la verità" dopo quelle che definisce "una terribile sconfitta dell'azione dello Stato" nel caso di Lyhanna, la 11enne vittima di abusi sessuali e uccisa nel Gers. Le critiche e richieste di Darmanin hanno fatto scattare il malcontento della magistratura, con proteste indette oggi pomeriggio davanti ai tribunali, oltre al malcontento dei francesi per il clamoroso caso. Revisione delle denunce "Non ci sono mancate né risorse né leggi; non abbiamo dato la priorità agli stupri di minori", ha insistito il ministro della Giustizia in una conferenza stampa dopo aver incontrato i pubblici ministeri al ministero della Giustizia questa mattina per chiedere di "riesaminare tutte le denunce che coinvolgono minori", circa 70mila in totale. Darmanin ha spiegato di aver ordinato una revisione "tribunale per tribunale, comune per comune di tutte queste denunce", prima di incontrare "singolarmente i pubblici ministeri" per "fare il punto della situazione". Marcia silenziosa e proteste Questo "incontro di lavoro" si è svolto il giorno dopo una marcia silenziosa a Fleurance (Gers) in memoria della 11enne uccisa, una marcia dominata dalla rabbia per un "fallimento sociale". Associazioni femministe e per la tutela dei minori invitavano a manifestare davanti ai tribunali oggi alle 19. Posizione della procura Secondo David Senat, magistrato della Corte d'Appello di Versailles, la procura aveva già iniziato a esaminare le denunce, ancor prima dell'inchiesta del ministro. Attivismo mediatico del ministro Dal ritrovamento, giovedì scorso, del corpo della bambina di 11 anni e dalle rivelazioni sulle denunce di stupro di minori - alcune delle quali successivamente archiviate - a carico del sospettato, il ministro della Giustizia è stato molto attivo sui media, dichiarandosi inizialmente "terrorizzato" durante una visita a Béziers giovedì, e il giorno successivo denunciando "le enormi e inaccettabili disfunzioni dei servizi statali". Sanzioni e inchiesta Oggi ha ribadito che sarebbero state imposte sanzioni a seguito di "gravissime mancanze", ma ha respinto l'ipotesi di dimissioni, come richiesto in particolare da La France Insoumise (Lfi), indicando "un fallimento non imputabile a (sue) istruzioni". Si prevede che un'inchiesta, che coinvolge la magistratura, la gendarmeria e il sistema scolastico nazionale, giunga alle sue conclusioni entro 15 giorni. Denuncia chiave La denuncia che ha suscitato maggiori critiche è stata presentata il 22 agosto 2025 a Plaisance-du-Touch (Alta Garonna) dalla madre di una bambina di 11 anni, la quale ha denunciato stupri commessi tra settembre 2024 e maggio 2025 nell'abitazione del sospettato, Jerome B., un uomo di 41 anni. Dopo aver condotto diverse fasi investigative, tra cui esami forensi a supporto delle dichiarazioni della ragazza, la procura di Tolosa ha trasferito il caso alla procura di Auch, competente per territorio. Il fascicolo, inviato per posta alla fine del 2025, non è stato inoltrato alla gendarmeria di Lectoure fino al 9 gennaio 2026. Critiche al sistema "Se ci vogliono nove mesi per non arrestare qualcuno o per non ascoltare questa persona, concludo legittimamente che il nostro sistema di giustizia pubblica non funziona", ha deplorato Darmanin. Reazione dei magistrati La magistratura francese è finita nell'occhio del ciclone del governo e dei cittadini nel caso dell'11enne Lyhanna, vittima di abusi sessuali e uccisa nel Gers la scorsa settimana. È "inaccettabile" che i magistrati "siano presi di mira e sottoposti a pubblica condanna e minacce" prima dei risultati dell'inchiesta amministrativa, ha denunciato Ludovic Friat, presidente dell'Unione dei Magistrati, in una rara lettera indirizzata al ministro della Giustizia Gerald Darmanin. Indignazione e risorse "Se ci vogliono nove mesi per non arrestare qualcuno o per non ascoltare questa persona, concludo legittimamente che il nostro sistema di giustizia pubblica non funziona", ha dichiarato Darmanin. Parole che hanno suscitato indignazione tra i magistrati. "State minimizzando la dimensione sistemica di questa tragedia, mentre il vostro portavoce parla di "arcaismo" del nostro sistema", ha continuato Friat nella sua lettera, chiedendo "risorse commisurate alle sfide" nella lotta contro la criminalità minorile. Associazioni femministe e per la tutela dei minori invitavano a manifestare davanti ai tribunali oggi stesso alle 19. Carenze strutturali Sebbene il bilancio della giustizia sia aumentato negli ultimi anni, secondo il presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Giustizia, Frédéric Chevallier, ciò non risolve una carenza strutturale: la Francia ha tre pubblici ministeri ogni 100mila abitanti, contro una media europea di 12,2. Il magistrato sottolinea inoltre che la giustizia rappresenta solo cinque euro su mille nel bilancio statale e che oltre la metà del bilancio del ministero è destinata alle carceri. Voce delle vittime Il caso di Lyhanna "dimostra che la negazione rimane estremamente potente nella società", ha affermato il magistrato ed ex presidente della Commissione indipendente sull'incesto e la violenza sessuale contro i minori, Edouard Durand, lamentando che le voci delle vittime continuano a essere soffocate dal funzionamento di tutte le istituzioni.
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