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Cultura e Spettacolo
Biennale Arte, i 5 padiglioni (più uno) da non perdere
Oggi 07-05-26, 13:31
AGI - Qualche déjà vu e molte sorprese alla Biennale "della discordia", ovvero alla 61esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. L'edizione 2026 è stata (quanto meno fino ad oggi) dominata da uno scontro a tratti molto acceso, nato dalla decisione di aprire l'evento anche agli artisti russi. Ma al netto delle polemiche o delle convinzioni personali l'edizione riserva non poche sorprese. Ecco quindi una lista dei cinque padiglioni (più uno) da non perdere. RUSSIA (Giardini) Dopo le polemiche che hanno preceduto l'apertura dei cancelli è impossibile saltare il padiglione che ha portato ad un braccio di ferro il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco e il ministro della cultura Alessandro Giuli. Il Padiglione resterà aperto solo nei giorni di preview dedicati alla stampa e agli addetti ai lavori e chiuderà al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre mostrando solo in alcuni maxischermi le registrazioni della performance realizzate nei giorni precedenti l'apertura vera e propria intitolata The Tree is Routed in the Sky. All'interno va in scena in questi giorni di pre-apertura un fitto programma di performance fatte di musica e canti e allestimenti con piante e fiori per dimostrare che, come scritto nelle didascalie delle opere, "i fiori non profumano più". Le opere si concentrano su una riflessione sul difficile rapporto uomo-natura con la denuncia delle regole del mercato che sottopone piante e fiori a lunghi viaggi dalle piantagioni di Ecuador o Kenya e complessi trattamenti e selezioni per garantire una durata maggiore. BELGIO (Giardini) È uno dei padiglioni che di sicuro resta più impresso, una "scultura vivente e sonora" fatta di tamburi assordanti, ritmi tribali, canti e danze di performers che si scambiano e dispongono insegne di terracotta (grandi ma molto fragili) con parole dal forte valore evocativo come "if", "will", "you". Una riflessione su ritmi frenetici, fragilità e resistenza della vita quotidiana. ITALIA (Arsenale) Si intitola "Con te con tutto" il progetto espositivo di Chiara Camoni curato da Cecilia Canziani. Un concept che è una "chiamata a raduno", un invito a costruire un diverso modo di stare al mondo attraverso l'incontro e la condivisione con le altre forme di vita, lasciando spazio alla meraviglia, al sentire, al dialogo, alla contemplazione, al fluire del tempo che tutto trasforma. L'intero padiglione è popolato di opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti, secondo una pratica combinatoria, di riutilizzo e ri-semantizzazione, già utilizzata dall'artista e suggerita dalla stessa natura delle sue opere. Plastiche riciclate, scarti di lavorazioni industriali, oggetti trovati, tutto acquista un senso nuovo nel raccontare il paesaggio contemporaneo, invitando a riconoscere la bellezza anche nello scarto. GIAPPONE (Giardini) Una selva di pannolini, biberon, passeggini, bambole e giocattoli. Ei Arakawa-Nash, insieme alle curatrici Lisa Horikawa e Mizuki Takahashi, riflette sull'essere genitore e attraverso questo anche sul futuro stesso (dell'umanità e della società). Qui il pubblico è chiamato a partecipare attivamente, fino a compiere un atto intimo e concreto come cambiare i pannolini ad alcune bambole. Un gesto che diventa rituale e che, attraverso un codice QR, restituisce a ciascun partecipante una poesia unica, legata a date che intrecciano la "data di nascita" di ogni bambola ad eventi storici del Novecento. LIBANO (Arsenale) Palme e stelle marine trasformati in forme frattali, miniaturizzate e ripetute all'infinito al punto da diventare barocche figure astratte. Nabil Nahas presenta enormi pitture dove i pattern degli alberi della sua infanzia a Beirut incontrano la geometria islamica e l'espressionismo astratto della New York degli anni Settanta dove si è formato. "Don't Get Me Wrong" è interessante anche per le sue dimensioni: un'installazione lunga 45 metri composta da 26 pannelli di tre metri ciascuno che formano una cornice avvolgente che invita a muoversi al suo interno. SANTA SEDE (Sedi varie) Anche quest'anno il Padiglione della Santa Sede si conferma uno dei più interessanti e lo consideriamo il sesto padiglione da consigliare perché è al di fuori delle due classiche sedi espositive. Situato presso il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, invita artisti, musicisti e poeti contemporanei a confrontarsi con testi e canti visionari. In esposizione opere di Brian Eno, Patti Smith, Meredith Monk o Caterina Barbieri. Una dimensione che privilegia l'ascolto, il silenzio e la fruizione lenta. In perfetta sintonia con il concept della 61esima edizione intitolata "In minor keys", in tono minore.
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