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Cronaca
Capotreno ucciso a coltellate a Bologna, il presunto killer è stato fermato a Desenzano
Ieri 07-01-26, 10:44
AGI - Il 36enne croato, Marin Jelenik, è stato fermato dalla polizia a Desenzano del Garda, nel Bresciano. Era ricercato per l'omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne ucciso a coltellate, ieri sera, nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna. L'uomo era senza documenti ma è stata effettuata la sua identificazione attraverso le impronte digitali. La dinamica dell'omicidio Il corpo senza vita del capotreno è stato trovato nei pressi del parcheggio riservato ai dipendenti del piazzale Ovest della stazione di Bologna. L'omicidio risalirebbe alle 19 circa di lunedì. Il presunto assassino è stato individuato dagli agenti della squadra mobile, anche grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L'uomo, senza fissa dimora, ha precedenti relativi al porto di armi da taglio, rende noto la polizia, aggiungendo che l'uomo è stato identificato in svariate circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia". Lunedì sera era stato identificato e rilasciato Ieri sera, lunedì, Jelenic, subito dopo l'omicidio di Ambrosio, è salito sul treno regionale da Bologna per Milano. Durante il viaggio ha tenuto comportamenti molesti e aggressivi e, intorno alle 20, è stato fatto scendere dal treno alla stazione di Fiorenzuola (Piacenza) e affidato alle forze dell'ordine che l'hanno identificato e poi rilasciato. Non era ancora stato diramato l'avviso di ricerca nei suoi confronti. Videosorveglianza e ricerca dell'autore Sul luogo del ritrovamento del corpo è arrivato anche il pm della Procura di Bologna, Michele Martorelli. A rinvenire il 34enne ucciso che, da quanto si apprende, non era in servizio al momento del delitto, è stato un dipendente di Italo che ha avvertito la Polfer. Il sindaco di Bologna, "un atto gravissimo" "Un atto gravissimo, attendiamo di capire cosa sia avvenuto, ma intanto voglio esprimere la nostra vicinanza, in un momento così doloroso, ai familiari e ai colleghi del giovane capotreno trovato morto nei pressi del parcheggio del Piazzale Ovest della stazione". Lo ha dichiarato il sindaco di Bologna Matteo Lepore che ha aggiunto: "Confidiamo nel lavoro delle autorità inquirenti e offriamo la nostra massima disponibilità per quanto dovesse ritenersi utile alle indagini". Gli amici: "Non può spegnersi così una vita" "Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così. Una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia". È il commento attonito sui social del Circolo culturale anzolese di cui faceva parte Alessandro Ambrosi, il capotreno 34enne ucciso a coltellate ieri, in serata, a Bologna, che era residente a Calcara di Valsamoggia, nel bolognese. Gli amici del circolo, che con lui hanno suonato tante volte, salutano "Ambro", con queste parole: "Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose. Ripetiamo ancora, non può spegnersi una vita in questo modo", scrivono in un post corredato da una foto della giovane vittima alla chitarra. "Era con noi al concerto dei 1 maggio, era con noi il maggio dell'anno precedente al concertone di chiusura della Fabbrica di Apollo, era con noi in sala prove - raccontano -, è stato con noi ogni qualvolta gli è stato chiesto il proprio contributo, rimarrà sempre con noi". Esprimono, infine: "Sentite condoglianze alla famiglia e un abbraccio forte da parte di tutto il Centro Culturale Anzolese".
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