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Politica
Centrosinistra: Schlein-Conte insieme sul palco di Avs, ma resta il nodo primarie
Ieri 08-09-26, 22:45
AGI - Di strada c'è da farne, eccome. Al di la' dello sfoggio di ottimismo che li porta a guardare già a Palazzo Chigi, "dal giorno dopo si cambia", i leader di Pd, M5s e Avs sembrano consapevoli di avere davanti almeno un altro tornante in salita. "Abbiamo grandissime chance di vincere", dice Conte, purché il centrosinistra sappia farsi carico delle "preoccupazioni delle persone sul tema della sicurezza e della gestione dei flussi di migranti", sottolinea ancora. "Dopo vent'anni abbiamo la grande opportunità di far vincere di nuovo una alleanza progressista", prova a suonare la carica Schlein. "Sbrigamose", dice in romano Angelo Bonelli, seguito da Fratoianni: "Ora mobilitiamo i cittadini sui temi del programma". Eppure, come direbbe un profondo conoscitore delle dinamiche del centrosinistra, "la mucca è nel corridoio" (copyright Pierluigi Bersani). Il tema leadership e primarie E la mucca si chiama leadership. Ovvero, come scegliere il candidato premier. Schlein sembra volere lasciare la porta aperta al sistema del chi ha un voto in più: "Dobbiamo fare di tutto per non fare passare questa legge elettorale, poi valuteremo se fare un accordo a chi prende un voto in più o se fare le primarie". Gli alleati rossoverdi sono tutt'altro entusiasti del dibattito. Nicola Fratoianni mette in agenda il programma. Nient'altro. E suggerisce una data per cominciare il lavoro: il 20 settembre, subito dopo la fine di Nova, il percorso di ascolto e di raccolta delle idee della base del M5s. "Dal giorno dopo si parte", fa sapere. "Non si parte da zero", ripete Schlein citando il salario minimo, le politiche per la crescita e l'industria. A questo Bonelli aggiunge l'annuncio di una proposta comune sull'energia, "perché in quattro anni Meloni e il suo governo non hanno fatto nulla", chiosa la dem. E Fratoianni aggiunge il capitolo esteri: "Il giorno dopo la vittoria si cambia e si riconosce lo Stato di Palestina", che poi e' quanto prevede la prima risoluzione comune dei tre partiti, firmata ormai due anni e mezzo fa. Le divergenze su Kiev Il nodo rimane, pero', l'Ucraina: "Oggi dopo alcuni anni, abbiamo accumulato tanti morti e tante distruzioni", premette Conte: "E' questo il modo migliore per difendere la popolazione ucraina? Resto convinto che il negoziato sia il modo migliore. Nella fase iniziale abbiamo votato anche degli aiuti militari, per evitare una asimmetria che portasse a una guerra lampo e a una invasione totale dell'Ucraina. Ma in quella risoluzione c'era l'impegno a imprimere una svolta negoziale. Nella svolta negoziale possiamo tutti riconoscerci", scommette il leader M5s. L'assenza dei centristi La foto dal palco di Avs fotografa un perimetro che, per il momento, non mostra segnali di allargamento: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Quattro leader per tre sigle: M5s, Pd e Avs. Mancano i centristi. Non c'è nemmeno Riccardo Magi, pur presente alla prima foto di gruppo, due anni fa. D'altra parte, le ultime ore parlano ancora di diffidenze e veri e propri sospetti che corrono sull'asse M5s-Italia Viva. I retroscena, smentiti dagli interessati, parlano di una 'manovra' di Conte e Onorato per tenere fuori dal perimetro dell'alleanza il leader Iv. Conte smentisce, ma conferma le riserve che ancora nutre nei confronti dell'ex rottamatore (che a sentire Conte, tanto 'ex' non è). "Non lavoro contro nessuno, ma mi preoccupo, per esserci passato direttamente, che questo progetto sia solido, coerente, non solo vincente, ma ci dia la possibilità di cambiare il paese. Per fare le cose seriamente serve almeno una legislatura", spiega Conte dal palco: "La garanzia che non ci siano compagni di viaggio che per ragioni opportunistiche pensino di scartare per interessi personali è un tema che deve riguardare tutti", aggiunge il leader del M5s. I punti in comune A domanda diretta la segretaria Pd è ecumenica e parla di alleanza costituzionale. "Io credo non ci sia migliore programma che attuare la costituzione antifascista articolo per articolo. Sarebbe sbagliato fare il perimetro sigla per sigla, nome per nome". Poi, incalzata anche dalla platea della Citta' dell'altra Economia, ribadisce il suo mantra: "Siamo testardamente unitari" perché "l'unita' non ce la ordina il medico, ce la chiedono i nostri elettori". In chiusura, poi, Schlein prova a sdrammatizzare con una citazione musicale: "Le cose che abbiamo in comune sono 4.850", dice attingendo da una canzone di Daniele Silvestri: "Inutile dividerci su quelle tre su cui non abbiamo ancora una posizione comune".
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