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Estero
Colombia al voto, aperti i seggi per le presidenziali
Oggi 31-05-26, 16:03
AGI - Aperti i seggi in Colombia per le elezioni presidenziali. Gli elettori del Paese sudamericano dovranno decidere se confermare al potere la sinistra, che candida il senatore sessantatreenne Iván Cepeda, membro del partito dell’attuale presidente Gustavo Petro, o se dare fiducia all’esponente dell’estrema destra Abelardo de la Espriella, un eccentrico avvocato milionario di 47 anni che si fa chiamare "El Tigre", il cui simbolo è il saluto militare e che promette morte o carcere ai narcotrafficanti. La sinistra punta a mantenere il potere dopo la vittoria senza precedenti di quattro anni fa e l’attuale presidente Petro lascia l’incarico con un alto indice di gradimento tra le classi meno abbienti, dopo aver ridotto la povertà monetaria, la fame e la disoccupazione e aver ampliato i programmi sociali in uno dei Paesi più diseguali al mondo. Al terzo posto si trova la senatrice di destra Paloma Valencia, sostenuta dall’ex presidente Álvaro Uribe. L’autorità elettorale prevede di avere i risultati poche ore dopo la chiusura dei seggi e spera in una riduzione dell’astensione, che di solito supera il 40%. Il governo ha schierato 408.000 membri delle forze di sicurezza per garantire l’ordine pubblico nel Paese. Clima di tensione elettorale La campagna elettorale si è svolta in un clima di polarizzazione e paura, segnato da sanguinosi attacchi guerriglieri, dall’assassinio di un candidato alla presidenza e dal rifiuto dei principali candidati di partecipare ai dibattiti. Petro è la figura centrale di un’elezione divisa tra chi lo sostiene e chi gli si oppone. Il suo governo ha rappresentato una rottura con il passato in un Paese governato da élite conservatrici per due secoli. Il profilo di Iván Cepeda L’ex guerrigliero che firmò l’accordo di pace nel 1990 si è scontrato con il Congresso, i tribunali, la Procura generale e la banca centrale per il loro rifiuto di accettare le sue riforme. La base elettorale di Petro si è spostata verso Cepeda, figlio di un politico comunista assassinato e formatosi fin dall’infanzia, a causa dell’esilio, in Paesi socialisti come Cecoslovacchia, Bulgaria e Cuba. Il filosofo e difensore dei diritti umani si batte per gli esclusi: le vittime del conflitto, le popolazioni indigene e i contadini. "Superare definitivamente la povertà e porre fine alla disuguaglianza sociale sarà la priorità assoluta del nostro secondo governo", ha dichiarato. Le critiche e la sicurezza L’opposizione lo critica per essere stato uno degli artefici della Pace Totale, la politica con cui Petro ha tentato, senza successo, di negoziare con le organizzazioni rimaste armate dopo l’accordo del 2016 con i guerriglieri delle FARC. Il candidato della destra estrema De la Espriella è invece alla guida della campagna con una piattaforma anti-establishment, promette il rafforzamento delle forze di sicurezza e l’abolizione del tribunale istituito dall’accordo di pace. La campagna della destra Ammiratore di Donald Trump e Javier Milei, propone la costruzione di 10 mega-prigioni e la riduzione del 40% delle dimensioni dello Stato. "Sono qui affinché la sinistra non torni mai più al potere", ha dichiarato. I suoi eventi elettorali sono stati spettacoli con fuochi d’artificio e video realizzati con intelligenza artificiale, in cui ha messo in mostra le sue doti canore e pronunciato discorsi bellicosi rinchiuso in una capsula antiproiettile. Attenzione degli Stati Uniti Gli Stati Uniti seguono con attenzione le elezioni, a seguito dei continui scontri tra Petro e Trump che hanno quasi compromesso le relazioni tra i due Paesi storicamente alleati. Washington accusa il governo di essere responsabile dell’impennata del narcotraffico.
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