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Estero
"Contatti segreti tra Mosca e Berlino", il caso non è chiuso
Oggi 23-07-26, 17:43
AGI - Nuovo capitolo del giallo tra Mosca e Berlino. Le smentite dei giorni scorsi non sono state sufficienti a chiudere uno dei casi diplomatici più spinosi di questa estate: la presunta ripresa dei contatti tra Germania e Russia in una fase di stallo del negoziato per porre fine alla guerra all'Ucraina. La rivelazione era giunta lunedì scorso da Die Zeit e Ard, secondo le quali due delegazioni non ufficiali di Berlino e Mosca si sono incontrate all'inizio di luglio a Baku. "Colloqui segreti tra Mosca e Berlino" Per la Germania, riferiscono le testate tedesche, c'erano Ronald Pofalla, ex capo di gabinetto della cancelliera tedesca Angela Merkel, e il socialista Matthias Platzeck, ex ministro-presidente del Brandeburgo. Il Cremlino avrebbe invece inviato nella capitale azera Valery Fadeyev, capo del Consiglio presidenziale russo per la società civile e i diritti umani, e Viktor Zubkov, ex primo ministro e attuale presidente della compagnia energetica statale Gazprom. Le smentite ufficiali "Non ho alcuna informazione su questo incontro, quindi non ho nulla da dirvi", ha tagliato corto ieri il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il giorno prima era giunta la smentita del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, contraddetto però subito dopo, di fronte ai cronisti, dallo stesso presidente azero Ilham Aliyev, in visita a Berlino. "Incontri segreti a Baku" Senza il minimo timore di imbarazzare Merz, che aveva affermato di non saperne nulla, Aliyev ha confermato che i quattro funzionari citati dai media si trovavano contemporaneamente nel Paese caucasico tra il 12 e il 14 luglio. "Non posso dire nulla di specifico sul fatto che tale incontro abbia avuto luogo, perché non ne siamo stati testimoni", ha aggiunto il presidente azero, "ma i dati di volo che ho menzionato lasciano intendere che un incontro segreto si sia svolto a Baku. Se questo incontro porterà alla fine della guerra tra Ucraina e Mosca, ovviamente lo accoglieremo con favore". Aliyev ha sottolineato che le due cancellerie coinvolte non avevano informato in alcun modo l'Azerbaigian dell'incontro ma avevano "semplicemente utilizzato a nostra insaputa" il suo territorio. I timori dell'intelligence tedesca Il Times ha riferito della preoccupazione dell'intelligence tedesca per un incontro che ritengono parte dei tentativi russi di convincere l'Europa ad accettare le condizioni di Mosca per la pace in Ucraina. Condizioni che, secondo quanto riferito ieri da Bloomberg, si sarebbero peraltro assai irrigidite. Il presidente russo non sarebbe infatti più intenzionato a restituire a Kiev parte dei territori occupati, nello specifico alcune zone cuscinetto conquistate nelle regioni di Kharkiv e Sumy, alla luce delle "dichiarazioni sempre più conflittuali da parte degli Stati Uniti". I canali riservati tra Berlino e Mosca Non sono però solo i rapporti tra Russia e Usa a essersi raffreddati. Anche le relazioni transatlantiche non stanno attraversando un momento facile e appare quindi probabile che sia stata anche la Germania a cercare l'apertura di un canale riservato con la Russia, tramite due politici privi di ruoli formali ma con una lunga storia dentro i due partiti, la Cdu/Csu e la Spd, che compongono l'attuale governo di grande coalizione. I protagonisti tedeschiSia Pofalla che Platzeck erano infatti due pedine importanti della rinnovata ostpolitik dei primi governi di Angela Merkel. Il primo è stato co-presidente del Dialogo di San Pietroburgo, un forum semi-ufficiale tedesco-russo che la Germania ha abbandonato dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Pofalla ha però sempre continuato a mantenere contatti informali con politici russi e, secondo il Times, potrebbe diventare un vero e proprio mediatore non ufficiale tra Berlino e Mosca. Platzeck, da parte sua, aveva guidato il Forum sulla cooperazione russo-tedesca e rappresenta quella non trascurabile fazione dell'Spd che rimane favorevole a un disgelo con il Cremlino. I rappresentanti del Cremlino Quanto a Zubkov e Fadeyev, si tratta di due figure di spicco all'interno della cerchia ristretta del presidente russo Vladimir Putin. I rapporti di Zubkov con Putin risalgono addirittura all'epoca in cui quest'ultimo era sindaco di San Pietroburgo. Il presunto negoziatore ricopriva allora la carica di vicepresidente della commissione per le relazioni esterne dell'amministrazione cittadina. Fadeyev è invece dal 2019 a capo del Consiglio presidenziale russo per la società civile e i diritti umani, un organo di consulenza spesso utilizzato da Putin come struttura diplomatica informale. Legami storici tra Germania e Russia Sia a Mosca che a Berlino la valutazione potrebbe essere stata la stessa: preso atto che degli Usa non ci si può fidare fino in fondo, tanto vale riallacciare i contatti con lo storico partner. Perché i legami tra Russia e Germania sono così profondi che nemmeno la guerra in Ucraina e il comune, crescente abuso di retorica bellicista può reciderli.
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