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Ue, maxi multa da 890 milioni a Google per violazione del Digital Markets Act. Gli Usa: "A...
Oggi 23-07-26, 19:36
AGI - La Commissione Ue ha inflitto una maxi multa complessiva da 890 milioni di euro a Google per violazioni del Digital Markets Act (Dma), accertate nel periodo marzo 2024 - dicembre 2025. Si tratta della multa più alta mai comminata per la violazione del Dma. Nel 2025, Apple era stata sanzionata per 500 milioni di euro. Bruxelles contesta al gruppo di aver favorito i propri servizi nei risultati di Google Ricerca e di aver limitato la possibilità per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi al di fuori di Google Play (steering). Nel primo caso, Google è stata multata per 430 milioni di euro per aver impedito agli sviluppatori di app di promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti su siti web o app store alternativi. Nel secondo, una multa da 460 milioni di euro riguarda la preferenza accordata ai propri servizi di ricerca verticale - come voli e hotel - rispetto a quelli dei concorrenti, con un impatto diretto sulla visibilità nei risultati di ricerca. La decisione rileva che dare una maggiore visibilità ai propri servizi equivale a un trattamento preferenziale dei servizi di Google, il che è in violazione del Dma. Le ragioni della sanzione e l'adeguamento del colosso L'obiettivo di questo intervento è garantire che i servizi di terze parti, che presentano offerte altrettanto valide di quelle di Google e che non sono inferiori in termini di contenuto e sostanza, abbiano una possibilità equa di essere trovati dagli utenti, e che gli utenti ottengano il miglior risultato disponibile sul motore di ricerca di Google, e non solo il servizio di proprietà di Google. La Commissione ordina a Google di porre fine all'inadempimento e di garantire un trattamento equo e non discriminatorio ai servizi di terzi, oltre a consentire agli sviluppatori di comunicare liberamente, promuovere offerte e stipulare contratti anche al di fuori del Play Store. Google ha 60 giorni per conformarsi, pena sanzioni periodiche fino al 5% del fatturato globale. Bruxelles, nella decisione odierna, riconosce che Google ha già avviato la sperimentazione di modifiche alla presentazione dei propri servizi su Google Ricerca e alle condizioni applicate agli sviluppatori, ma precisa che tali interventi saranno valutati alla luce dell'ordine di cessazione. Le multe sono state calcolate tenendo conto della gravità e della durata delle violazioni. Gli Usa, "approccio aggressivo contro le nostre aziende tecnologiche" Gli Stati Uniti accusano l'Unione europea di adottare un approccio "sempre più aggressivo" contro le aziende tecnologiche americane e avvertono che la nuova multa da 890 milioni di euro inflitta a Google rischia di creare incertezza sull'accordo commerciale sui dazi raggiunto tra Washington e Bruxelles. A lanciare l'accusa è stato il rappresentante statunitense per il Commercio, Jamieson Greer, secondo il quale le recenti decisioni della Commissione europea mettono in discussione la stabilita' dell'Accordo di Turnberry e, più in generale, delle relazioni commerciali transatlantiche. "Oggi la Commissione europea ha annunciato che infliggerà a Google una multa da quasi un miliardo di dollari, l'ultimo esempio di un approccio sempre più aggressivo diretto contro le aziende tecnologiche statunitensi", ha dichiarato Greer. La nuova sanzione, ha sottolineato, si aggiunge a due recenti iniziative adottate dalla Commissione nell'ambito del Digital Markets Act contro il sistema operativo Android e i servizi di ricerca di Google. Secondo il rappresentante commerciale americano, queste misure "comportano seri rischi per la privacy e la sicurezza degli utenti", rappresentano "di fatto un trasferimento forzato di tecnologia e un furto della proprietà intellettuale" e impongono "sanzioni finanziarie irragionevoli". Greer ha quindi ricordato che le diverse multe inflitte dall'Ue alla sola Google ammontano complessivamente a oltre il 2% del bilancio europeo, una somma che rappresenterebbe un "contributo" superiore a quello versato da molti Stati membri. A questo, ha aggiunto, si accompagna il recente annuncio del "più grande prestito mai sostenuto da uno Stato" a favore di Airbus. Per Washington, questi elementi dimostrano che l'Unione europea "continua a prendere di mira le aziende statunitensi più competitive". "L'Ue afferma spesso di cercare stabilità e prevedibilità nelle nostre relazioni commerciali, ma queste azioni stanno creando un'enorme incertezza per le esportazioni americane di beni e servizi verso l'Europa", ha avvertito Greer. Gli Stati Uniti, ha spiegato, stanno cercando di risolvere le proprie preoccupazioni sul Digital Markets Act e sulle altre misure europee attraverso "un dialogo responsabile e costruttivo". Ma, ha aggiunto, "un vero dialogo può avvenire soltanto durante un cessate il fuoco". "Le recenti azioni dell'Ue compromettono questi sforzi e rappresentano un rischio concreto per la prosecuzione della stabilità transatlantica sul commercio", ha concluso.
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