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Cronaca
Crosetto sulle spese militari: "Se vuoi far parte di un'alleanza devi rispettare gli impegni presi"
Oggi 05-07-26, 12:08
AGI - "Se vuoi far parte di un'alleanza, devi respecter gli impegni presi. Ed è quello che mi sono limitato a ricordare in questi giorni": lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo a 'Pantelleria D'Autore' curata da Myrta Merlino e Valentina Fontana sulle spese militari dell'Italia. "Non ho mai pensato che le spese per la difesa debbano essere messe in alternativa ad altre spese importantissime come la sanità, la scuola, la cultura o qualsiasi altro tipo di spesa sociale", ha sottolineato il ministro, "la difesa è il presupposto: senza difesa, senza libertà, non c'è sanità, non c'è cultura, non c'è libertà". "Il prossimo anno, se il governo arriverà alla fine, lascerò il Ministero della Difesa", ha osservato Crosetto, "quindi non sto parlando di bilanci che amministro io, ma di bilanci che servono allo Stato. Ne parlo perché penso che siano necessari per garantire la sicurezza di mio figlio, dei vostri figli e il nostro futuro, e che non ci sia un'alternativa a far parte della Nato. Io non voglio allearmi né con la Russia né con la Cina, magari qualcuno pensa che sia meglio perseguire quell'obiettivo, è legittimo, ma in quel caso probabilmente non avremmo neanche bisogno di costruire una difesa, perché ci penserebbero loro a gestirci". Il vertice di Ankara e l'asse strategico con Trump Proprio guardando agli impegni internazionali e al prossimo vertice Nato di Ankara, il ministro ha assicurato in video collegamento che l'appuntamento "è stato costruito perché tutto funzioni, gli impegni saranno rispettati e ogni Paese si presenta avendo fatto la propria parte". "Non vedo problemi da questo punto di vista, più di quelli che abbiamo avuto al vertice scorso", ha aggiunto, "poi cosa dirà e farà Trump lo vedremo. Questo sarà un vertice molto breve, penso che si esaurirà in tre o quattro ore". Per il titolare della Difesa "i rapporti reali con gli Stati Uniti sono ottimi, gli stessi che avevamo un anno fa, due anni fa o cinque anni fa". "Mi sento quasi quotidianamente con il mio collega americano", ha riferito, "così come con gli altri colleghi europei e non europei". Poi, ha osservato Crosetto, "Trump ha il suo modo di fare politica, il suo modo di incalzare gli alleati". "L'obiettivo degli Stati Uniti è tutto concentrato nel vincere la sfida tecnologica con la Cina sulle materie prime, sulle terre rare, sull'energia ed è una sfida per loro esiziale", ha spiegato, "all'interno di questo quadro, spingono quelli che considerano alleati a muoversi per costruire le condizioni affinché l'Occidente sia più temuto e ci sia un maggiore investimento in difesa e un maggior coinvolgimento. Alcune regole, però, sfuggono loro: Italia, Germania e Giappone non possono dichiarare guerra, come possono fare gli Stati Uniti, la Francia o il Regno Unito, ad esempio all'Iran". Crosetto è quindi tornato sul dibattito scatenato dai voli Usa partiti dalle basi italiane durante la guerra in Iran: "Mi sembra quindi una delle tante polemiche che potevamo evitarci e che, lette dagli Stati Uniti, portano Trump a chiedersi: 'Come mai? Cos'hanno gli italiani contro di me?'. Niente. Però sembra che ce l'abbiamo con gli Stati Uniti e che approfittiamo di ogni occasione per attaccarli. Questo non aiuta i rapporti". La sicurezza e il "caso Vannacci": tra scontento e risposte concrete Dagli scenari geopolitici globali, l'analisi del ministro si è poi spostata sul fronte interno e sulle dinamiche politiche italiane. "Purtroppo ogni giorno mi confronto con minacce serie e concrete", per questo "non considero Vannacci una minaccia. Mi sembra un'esagerazione. Vannacci ha trovato una linea politica che, in altre nazioni, ha dato ampio spazio a chi l'ha seguita. Penso che a Vannacci non si debba rispondere trattandolo come una minaccia o come un nemico. Bisogna rispondere su alcune questioni che solleva e che sono problemi che io stesso, mia madre, o anche lei, in qualche modo percepiamo come reali. La sicurezza, ad esempio: parliamo di alcune situazioni in certi quartieri. Su questi temi servono risposte concrete". "Alla fine, se Vannacci prenderà voti perché viene scelto dagli elettori, li avrà, e a seconda delle possibilità che ci saranno in Parlamento, si deciderà in futuro. Ma ripeto: io mi occupo di minacce serie, e Vannacci è una questione politica", ha aggiunto il titolare della Difesa. Spiegando i temi su cui a suo dire, Vannacci potrebbe aver presa sugli elettori, Crosetto, nel citare tra questi la sicurezza, ha osservato: "Ci sono quartieri nei quali va ripristinato l'ordine. Certo, poi ci sono problemi che diventano impossibili da spiegare, ad esempio a mia madre, e che alimentano il consenso verso Vannacci. Faccio un esempio: il 15 la Cassazione deciderà se Roggero, l'orefice che ha ucciso i ladri dopo l'ennesimo furto in casa sua e dopo la violenza subita dalla figlia, dovrà scontare 14 anni di carcere, oltre a risarcire con più di un milione di euro i parenti di queste persone che lui ha ucciso perché erano entrate in casa sua". Secondo il ministro, "un'eventuale condanna a Roggero è una delle cose che, nell'immaginario collettivo, fa crescere il consenso verso Vannacci, perché la gente non capisce perché una persona che ha subito violenza, a cui entrano in casa, che si difende, debba poi risarcire le famiglie dei ladri che volevano picchiare e violentare la figlia e da cui si è difeso, uccidendoli senza volerlo. C'è quindi una somma di insoddisfazioni che alimentano coloro che normalmente cavalcano la protesta. È stato così anche, in parte, all'inizio per Fratelli d'Italia, anche se io non ho mai usato toni di questo tipo. È stato in parte il modo in cui Grillo è cresciuto e i 5 Stelle si sono alimentati. Poi si è passati a strumenti come il reddito di cittadinanza o il bonus che stiamo pagando adesso, che pagheremo per vent'anni, e ora c'è di nuovo un canale molto aperto su questi nervi scoperti". In conclusione, Crosetto ha tracciato una linea d'azione per la maggioranza: "Penso che se il governo interviene su questi temi, sull'economia, su alcuni fattori, e continua il lavoro che ha già fatto - perché una delle cose negative di questo governo è che non riesce a comunicare ciò che ha realizzato - allora si potrà migliorare", ha sottolineato il ministro, concludendo: "Sono passati quattro anni, questo Paese, che doveva essere in ginocchio e distrutto, si è rimesso in piedi e sta andando avanti. Bisognerà quindi iniziare a raccontare la realtà dei fatti".
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