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Estero
Dalle trincee ai droni, la nuova guerra di Kiev
Oggi 23-02-26, 16:55
AGI - La guerra in Ucraina ha segnato una transizione storica, passando da un conflitto convenzionale quasi da secolo scorso, con carri armati e trincee, a una "guerra dei droni" che sta ridefinendo le strategie militari globali. Kiev ha integrato migliaia di droni con l'intelligenza artificiale, creando unità specializzate, mentre l'uso di droni marittimi Magura V5 ha modificato gli equilibri nel Mar Nero. Nella fase iniziale, dopo l'invasione del 24 febbraio 2022, il teatro è stato dominato da colonne corazzate, artiglieria pesante e missili balistici e da crociera. Mosca ha fatto ricorso a sistemi come gli Iskander e ai Kalibr lanciati dal Mar Nero, puntando a colpire infrastrutture critiche e snodi logistici. Kiev ha risposto con armi anticarro portatili fornite dall'Occidente, tra cui i Javelin e gli Nlaw (arma leggera di nuova generazione), che hanno contribuito a rallentare l'avanzata russa su più direttrici, compresa quella verso la Capitale. L'evoluzione del conflitto e l'uso dei droni Con il progressivo consolidarsi della linea del fronte nel Donbass, la guerra si è trasformata in un conflitto di attrito, segnato da un massiccio impiego di artiglieria convenzionale e sistemi a lungo raggio. L'arrivo dei lanciarazzi multipli Himars ha permesso alle forze ucraine di colpire depositi e retrovie russe con maggiore precisione. Parallelamente, si è intensificato l'uso di droni da ricognizione e attacco. Mosca ha introdotto in modo esteso i velivoli senza pilota di fabbricazione iraniana Shahed-136, utilizzati per saturare le difese aeree ucraine e colpire infrastrutture energetiche. Dal canto suo l'Ucraina ha sviluppato e adattato una vasta gamma di droni commerciali, impiegati sia per l'osservazione in tempo reale sia per attacchi mirati con ordigni improvvisati. La produzione locale di droni FPV a basso costo è cresciuta in modo esponenziale nel 2023 e 2024. Così come la ricerca di nuovi prodotti. Per esempio il drone First Person View - visuale in prima persona - un aeromobile radiocomandato dotato di una telecamera che trasmette in tempo reale le immagini a un visore o a occhiali indossati dal pilota. L'emergere dei droni navali e la "guerra elettronica" Il conflitto ha visto anche l'emergere di droni navali, utilizzati da Kiev per colpire unità della flotta russa nel Mar Nero, che hanno alterato gli equilibri in un contesto tradizionalmente dominato da mezzi convenzionali. L'integrazione tra intelligence satellitare occidentale, sistemi di puntamento digitali e piattaforme senza pilota - i droni UAV (Unmanned Aerial Vehicles) - ha ridotto i tempi tra individuazione e ingaggio degli obiettivi, rendendo il campo di battaglia più letale. Allo stesso tempo, entrambe le parti hanno investito in sistemi di guerra elettronica per disturbare comunicazioni e segnali GPS, in una competizione tecnologica che evolve su base quasi settimanale. L'uso esteso dei droni ha abbassato la soglia d'ingresso tecnologica per colpire in profondità, ma ha anche aumentato la vulnerabilità delle retrovie civili e delle infrastrutture energetiche. Un laboratorio della guerra del futuro Analisti militari osservano che l'Ucraina è diventata un laboratorio per la guerra del futuro, dove la combinazione tra armamenti tradizionali e "sistemi di arma autonomi" - che identificano, selezionano e attaccano un bersaglio senza un intervento umano diretto ma grazie a un software - ridefinisce tattiche e catene di comando. Resta aperta la questione della sostenibilità industriale: la produzione su larga scala di droni a basso costo compensa le perdite sul campo, ma richiede filiere stabili e accesso a componenti elettroniche spesso importate. L'evoluzione dagli scontri, dai carri armati alla centralità dei velivoli senza pilota, segnala una trasformazione strutturale del conflitto, con implicazioni che vanno oltre il teatro ucraino e influenzano le dottrine militari europee e atlantiche. Questioni etiche dell'IA nella difesa L'impiego dell'IA nei nuovi armamenti, infine, solleva non pochi quesiti sul piano etico. Un'esperta come Mariarosaria Taddeo, professor of Digital Ethics and Defence Technologies all'Oxford Internet Institute dell'Università di Oxford, avverte da tempo del fatto che la governance etica dell'IA nella difesa deve essere tanto completa e profonda quanto i cambiamenti che questa tecnologia comporta.
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