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Dopo Niscemi, Meloni riparte da Coldiretti: 'No a cavilli Ue'
Oggi 21-05-26, 22:52
AGI - La mattina a Niscemi, dove annuncia nuove misure per fare fronte all'emergenza maltempo e alle conseguenze della frana che ha colpito la cittadina siciliana, quindi il pomeriggio a Brescia, dove Giorgia Meloni incontra 'l'abbraccio' di Coldiretti, con una sottolineatura sull' "l'equilibrio" tra la necessità delle spese per la difesa e "la capacità di rispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini". Poi alcune 'stoccate' all'attuale assetto dell'Unione Europea, che scaldano la platea del PalaLeonessa di Brescia. Dal no all'Ue "dei cavilli e dei burocrati" allo 'schiaffò "ai Timmermans e agli ambientalisti da salotto". Perchè, ribadisce Meloni tra gli applausi della Coldiretti, "l'agricoltura è un settore da proteggere". In giornate di tensione interna e internazionale, Meloni riparte dalla sua tradizionale postura dialettica nei confronti della deriva "ideologica e burocratica" di Bruxelles. La presidente del Consiglio individua in questo approccio "il primo nemico dell'Europa" che, tra l'altro, "colpisce il pilastro del mondo agricolo". L'Europa Da qui la differenza tra "L'Europa dei nostri padri fondatori", definita come "una comunità di nazioni libere". Un 'sogno' di una comunità, "oggettivamente lontana da quella dei cavilli e dei burocrati che pretendono di decidere al posto di chi ha un mandato democratico per farlo". "L'agricoltura è un settore da proteggere. E vaglielo a spiegare ai Timmermans e agli ambientalisti da salotto, non c'è nulla di più distante dalla devastazione della parola agricoltura", incalza Meloni. Il cambio di passo Di fronte a un pubblico non sempre ossequioso nei confronti di alcune politiche dell'Unione Europea, la premier sferza le istituzioni continentali e 'chiama' a "un cambio di passo". Altrimenti, il rischio paventato dal capo del governo, è "che l'Europa venga consegnata all'irrilevanza della storia". Insomma, è la riflessione consegnata all'assemblea di Coldiretti, serve un'Europa diversa. A partire proprio da alcune questioni che stanno a cuore agli agricoltori italiani. "Chiediamo che l'Europa riveda l'organizzazione doganale e il codice di riferimento, perchè questo fa la differenza", è l'esortazione della presidente del Consiglio. Che insiste: "Il principio di reciprocità e i controlli doganali sono condizioni minime affinchè ogni accordo commerciale possa definirsi soddisfacente". Il legame con la Coldiretti Nella convinzione che "dopo tre anni e mezzo, la sovranità alimentare è il pilastro del nostro lavoro". A questo proposito, Meloni non manca di ricordare un aneddoto, risalente a poco dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Quando - racconta - "ho scelto come mia prima uscita pubblica, proprio un villaggio della Coldiretti". "Fu Prandini - prosegue riferita al presidente della Coldiretti che era intervenuto prima di lei - che in quella occasione, mi lanciò l'idea di inserire la Sovranità Alimentare nel nome del ministero dell'Agricoltura". Ma, a proposito del dibattito nazionale e internazionale, colpisce immediatamente l'attenzione di pubblico e cronisti presenti, la riflessione sulle spese per la difesa. "Non ho cambiato idea" sull'argomento, ci tiene a precisare Meloni. Che, tuttavia, puntualizza che "occorre un equilibrio tra la necessità di difendersi e la nostra capacità di rispondere ai bisogni delle imprese e dei cittadini". Un'apertura, questa, accolta - naturalmente - con favore da chi partecipa all'iniziativa di Coldiretti a Brescia. E Meloni 'ricambià ringraziando gli agricoltori "per la tenacia, l'ambizione e la dedizione", perchè è "la vostra solidità ha consentito alla nazione di resistere nei momenti piu' difficili". La presidente del Consiglio cita il presidente Usa Dwight Eisenhower, quello dell' "agricoltura pare facile, ma quando il tuo aratro è una matita e sei a mille miglia dal campo di grano". In un cerchio che si chiude, la premier ringrazia di nuovo, alla fine del suo intervento, gli agricoltori "per non aver ceduto di un millimetro, per non aver gettato la spugna". E riparte, fra gli applausi del pubblico. Niscemi, Brescia, Roma.
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