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Drone all'aeroporto di Lipsia, un agente del GRU tra i sospettati
Oggi 16-09-26, 18:37
AGI - Ci sarebbe il coinvolgimento diretto del GRU, l'intelligence militare russa, nel tentato sabotaggio all' aeroporto di Lipsia / Halle, dove lo scorso agosto fu rinvenuto un drone esplosivo vicino a un velivolo da trasporto ucraino. Gli inquirenti tedeschi hanno identificato finora tre sospetti, apprende il consorzio di giornalisti investigativi formato da WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung. Si tratta di due cittadini bielorussi e di un russo, il cinquantaquattrenne Oleg L., che, secondo documenti investigativi ottenuti dalla Welt am Sonntag, era stato scelto dai servizi di Mosca come responsabile della preparazione dell'operazione e della sua logistica. Il legame con il colonnello Smolyaninov Fornito di doppia cittadinanza russa e lettone, Oleg L., a quanto emerso dall'inchiesta, sarebbe in contatto da quasi vent'anni con Denis Smolyaninov, colonnello del GRU ritenuto esperto di sabotaggi, da due anni bersaglio di sanzioni UE perché sospettato di reclutare agenti per operazioni ibride in Europa. Ci sarebbe, ad esempio, la mano di Smolyaninov dietro il carico di ordigni incendiari nascosto nel 2024 in un aereo, ancora all'aeroporto di Lipsia, e scoperto prima della partenza a causa dell'esplosione di uno dei pacchi. Le contestazioni ai servizi di sicurezza tedeschi Secondo la Welt am Sonntag, Oleg L. sarebbe noto da tempo al controspionaggio tedesco come un agente russo incaricato di operazioni ibride in Europa ma, nonostante ciò, non sarebbe stato sottoposto a sorveglianza quando, in arrivo dalla Turchia, atterrò all'aeroporto di Berlino Brandeburgo per supervisionare i preparativi dell'attentato. L'uomo sarebbe poi ripartito da Berlino per la Serbia, dalla quale sarebbe rientrato in Russia, dove si troverebbe tuttora. Il piano con i droni contro l'aereo ucraino I sospettati avrebbero progettato di utilizzare tre droni per l'attacco all'aeroporto di Lipsia. Due sarebbero andati distrutti durante il decollo, mentre il terzo avrebbe raggiunto l'aereo ucraino e non sarebbe esploso, secondo gli inquirenti, soltanto grazie al mancato funzionamento del detonatore. Chi sono gli altri sospettati Noto alle forze di sicurezza europee è anche il secondo sospettato, il bielorusso Andrei K., il cui Dna è stato rinvenuto su un'antenna utilizzata per il controllo dei droni. La traccia genetica è risultata corrispondente a dati presenti negli archivi delle polizie di Lituania e Finlandia, dove l'uomo avrebbe precedenti per furto. Andrei K. è inoltre sospettato di aver appiccato un incendio in un negozio di ferramenta a Lodz, in Polonia, nel 2024. Altre tracce di Dna non meglio specificate, rivenute durante le indagini sul sabotaggio di Lipsia, apparterrebbero, scrive la Bild, a un soggetto ritenuto responsabile di un incendio doloso avvenuto nel 2024 presso un centro logistico Dhl della città sassone.
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