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Dua Lipa fa causa a Samsung per uso illecito dell’immagine: chiesti 15 milioni
Oggi 12-05-26, 08:49
AGI - La cantante britannica Dua Lipa ha citato in giudizio la Samsung in un tribunale californiano per aver usato la sua immagine, senza alcuna autorizzazione, sulla confezione in cartone della TV. L'artista ha chiesto almeno 15 milioni di dollari di risarcimenti, secondo il documento di citazione depositato quattro giorni fa in un tribunale federale di Los Angeles e visionato da AFP. La foto oggetto del contenzioso è stata scattata dietro le quinte al festival Austin City Limits, dove Dua Lipa si è esibita nel 2024. Gli avvocati della cantante e coautrice dei successi "Levitating" e "Don't Start Now" sostengono che Samsung non abbia mai chiesto il permesso di usare la foto in questione. La richiesta di Dua Lipa e la risposta di Samsung Nel giugno 2025, Dua Lipa ha chiesto a Samsung di smettere di mettere il suo volto sul cartone dei suoi apparecchi tv. Tutto inutile. Secondo i suoi legali, il gruppo sudcoreano continua, ancora oggi, a vendere prodotti negli Stati Uniti il cui packaging include questa foto. Contattato da AFP, Samsung ha dichiarato che l'immagine era stata inviata da un fornitore di contenuti per il suo servizio di streaming gratuito Samsung TV Plus, con la garanzia di aver ottenuto le autorizzazioni necessarie. Il gruppo sudcoreano quindi nega di aver agito consapevolmente e afferma di "rimanere aperto a un esito costruttivo con la squadra della signora Lipa". L'impatto sui fan e l'immagine dell'artista L'artista, i cui genitori provengono dalla comunità albanese del Kosovo, ha elencato diversi messaggi pubblicati sui social network dai suoi fan che affermano di aver acquistato una TV Samsung perché la sua foto era sulla confezione. "La signora Lipa è molto selettiva riguardo alle sue partnership commerciali e ha sviluppato un'immagine di alto livello scegliendo con cura sponsor prestigiosi" hanno detto i suoi avvocati. Di conseguenza, assicurano che anche se ne avesse avuto l'opportunità, la cantante "non avrebbe voluto associare il suo nome e la sua immagine ai prodotti incriminati".
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