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Estero
E' scisma tra la Chiesa e i Lefebvriani: cosa succede ora?
Oggi 01-07-26, 12:34
AGI - E' scisma tra la Chiesa cattolica e la Fraternità Sacerdotale San Pio X (lefebvriani). Con la consacrazione di quattro nuovi vescovi (senza il mandato pontificio), è scattata automaticamente la scomunica latae sententiae ufficializzando quindi la rottura con la Chiesa cattolica. Tutto si ripete esattamente come 38 anni fa, quando l'arcivescovo francese Marcel Lefebvre ordinò quattro vescovi della Fraternità, che diede il via al primo scisma. Oggi a Écône, in Svizzera, la scena è la stessa. A nulla è valso l'appello di ieri di Papa Leone per evitare la frattura, a "non lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo", "peccato di estrema gravità". La comunicazione formale della Santa Sede potrebbe arrivare già oggi o comunque nel giro di qualche giorno. Chi sono i 4 vescovi ordinati I quattro vescovi ordinati, contro la volontà del Papa sono: Pascal Schreiber (Svizzera, 53 anni), Michael Goldade (Stati Uniti, 46 anni), Michel Poinsinet de Sivry (Francia, 42 anni) e Marc Hanappier (Francia, 36 anni). E come nel 1988, il Superiore Generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, nell'omelia durante la celebrazione, ha parlato dello "stato di necessità" delle ordinazioni, cardine dell'intera costruzione canonica della Fraternità. Nonostante i quattro nuovi vescovi non riceveranno alcuna giurisdizione territoriale e non costituiranno una gerarchia parallela, la consacrazione resta un atto scismatico, a prescindere delle intenzioni. E' anche un paradosso del gruppo tradizionalista in quanto i lefebvriani giurano fedeltà al Papa stesso. Il dilemma Durante l'omelia, don Pagliarani ha sottolineato che ci si trova davanti a un dilemma: la fede o la separazione dalla Chiesa. "Non dobbiamo entrare in questo dilemma perché non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa. E questo non questo non è una opinione, sensibilità, opzione ma necessità". "Veniamo accusati di non amare il Papa, di non rispettarlo. Ma è proprio perché amiamo il Papa come vicario di Cristo e Capo della Chiesa - ha sottolineato -, che non vogliamo più vedere il Papa umiliato e messo sullo stesso piano dei falsi profeti", "umiliazione questa che ricade su tutte le Chiese". Pagliarani ha poi spiegato che la Fraternità non viene capita perché il linguaggio è differente: "Noi parliamo il linguaggio della fede, della tradizione e davanti a noi ci troviamo il linguaggio che si colloca in un altro livello, di altre cose, inclusione, dialogo, accompagnamento. Noi vogliamo la fede, poi è ovvio accompagniamo le persone...". "Parliamo linguaggi differenti" "Purtroppo noi parliamo due linguaggi differenti" "che diventano sempre più lontani l'uno dall'altro". "Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa", ha aggiunto il Superiore Generale precisando che Dio chiede oggi "il sacrificio" di essere "trattati da ribelli". "Noi vogliamo servire la Chiesa come una madre in difficoltà che soffre, a volte tradita, una madre che ha bisogno e che merita di essere aiutata". E ricordando che monsignor Marcel Lefebvre fu condannato, ha citato le Beatitudini "Beati siete voi quando vi perseguiteranno, quando diranno falsamente ogni cosa contro di voi a causa mia, godete ed esultate perché la vostra ricompensa è grande nei Cieli". In migliaia hanno partecipato alla consacrazione dei nuovi vescovi, nel piccolo comune del Canton vallese. Monsignor Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante e i due co-consacranti hanno imposto l'imposizione del Vangelo e delle mani sui futuri vescovi. Dopo la formula "Accipe Spiritum Sanctum" (Ricevi lo Spirito Santo) si è pronunciato il prefazio consacratorio che magnifica il sacerdozio del Nuovo Testamento in confronto a quello dell'Antico. Le parole "Comple in sacerdotibus tuis..." (Porta a compimento nei tuoi sacerdoti...) insieme all'imposizione delle mani, costituiscono l'essenza del sacramento. Una volta completato, i candidati sono a tutti gli effetti vescovi.
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