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El Koudri: "Ho preso il coltello e sono uscito. Sapevo che sarei morto". Tajani incontra i...
Oggi 18-05-26, 18:59
AGI - Un dettaglio emerso in queste ore getta una luce ancora più inquietante sul tragico investimento di sabato pomeriggio in pieno centro a Modena. Il 27 aprile 2021, Salim El Koudri – l'uomo che sabato scorso, intorno alle 16:30, ha falciato con la sua auto una decina di passanti, riducendone quattro in fin di vita – aveva scritto all'Università di Modena alcune e-mail che mostravano già evidenti problemi psicologici. Le quattro e-mail, anticipate dal quotidiano Il Giornale e ora al vaglio degli inquirenti, recitavano: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”; e ancora: “Fatemi lavorare”; fino a sfociare nell'insulto religioso: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù cristo in croce lo brucio”. Il tutto salvo poi scusarsi pochi minuti più tardi con un laconico: “Mi dispiace per la maleducazione”. Raggiunto dall'AGI, l'Ateneo modenese ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito. La versione della difesa e lo stato confusionale Il 31enne, oggi "non si ricorda nemmeno di aver mai inviato" quelle e-mail di minaccia contro l'Università e la religione cristiana. A riferirlo è il suo avvocato difensore, Fausto Gianelli. "Questo non significa affatto che non le abbia spedite – ha precisato il legale – ma semplicemente che si trova in un tale stato di confusione mentale e mancanza di lucidità da non riuscire a ricostruire nulla". Sempre secondo quanto riferito dall'avvocato Gianelli, l'unica frase pronunciata dal giovane e legata direttamente al giorno della strage è stata: "Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno sarei morto". Durante i colloqui con il proprio legale, inoltre, l'uomo avrebbe chiesto soltanto delle sigarette e una Bibbia. L'avvocato: "Nessun elemento di radicalizzazione" "Hanno ricostruito messaggi anche strani, alcuni deliranti nel passato, però nessuna cosa che sembri ricondurre ad una radicalizzazione. El Koudri non è un credente, né islamista, né islamico. Non ha contatti con nessuna rete. Non hanno trovato al momento nessun video, nulla che possa far pensare a emulazione di un gesto terroristico. Né ad una motivazione politica". Lo spiega all'AGI Fausto Gianelli, legale difensore di Salim El Koudri, il trentunenne di origine marocchina fermato con l'accusa di strage per aver investito una decina di passanti sabato pomeriggio in centro a Modena. Intanto, ha preso il via la perizia informatica sui telefoni, tablet e pc sequestrati all'arrestato Rinviata l'udienza di convalida Nel frattempo, sul fronte giudiziario, l'udienza di convalida del fermo inizialmente prevista per oggi è stata rinviata a domani. Salim El Koudri deve rispondere dell'acclamatissimo reato di strage per il drammatico raid di sabato, in cui sono rimaste ferite almeno dieci persone, quattro delle quali versano ancora in condizioni gravissime. Tajani incontra i cittadini eroi Il vicepremier Antonio Tajani ha incontrato poco fa in Prefettura le quattro persone che sabato pomeriggio hanno fermato Salim El Koudri, dopo il tragico investimento nel centro di Modena. "Sono persone che hanno avuto coraggio e non si sono girate dall'altra parte - ha spiegato all’uscita dell’incontro - Questo significa che possiamo, anche nel momento in cui dobbiamo indignarci per quello che è accaduto, dare un segnale di ottimismo alla città". "Un segnale di ottimismo che viene dal fatto che ci sono state delle persone che hanno avuto il coraggio di fermare una persona armata che avrebbe potuto compiere altri atti contro i cittadini. Hanno avuto il coraggio, la determinazione, si potevano girare pure dall'altra parte ma non l’hanno fatto", ha aggiunto. In merito ai cittadini di nazionalità non italiana che hanno aiutato sabato pomeriggio a fermare Salim El Koudri dopo la tentata strage in centro a Modena, il vicepremier azzurro ha spiegato che "fanno comunque parte della vita di questa città, anche se non hanno il passaporto italiano, sono persone che non si sono girate dall'altra parte". Rispondendo alle domande dei giornalisti sull’opportunità o meno di concedere loro la cittadinanza italiana ha poi aggiunto: "Ci sono delle regole da rispettare per dare la cittadinanza italiana, meritano un riconoscimento di sicuro. Poi, se avranno i titoli per avere la cittadinanza, questo è un altro discorso" "C'è già una legge che prevede quando si può togliere la cittadinanza. Non sono venuto a fare polemiche politiche né a dare giudizi, sono venuto a portare la solidarietà mia e del governo a una città e a ringraziare le persone che sono intervenute. Poi non credo che questo sia il momento giusto per fare dibattiti politici", ha detto Tajani rispondendo a chi gli chiedeva chiarimenti sulle presunte polemiche con il ministro Matteo Salvini che ipotizzava di togliere la cittadinanza all’autore del folle investimento di Modena di sabato scorso. Tajani, dopo il vertice che si è tenuto in Prefettura, dove ha incontrato e ringraziato personalmente i cittadini-eroi che si sono spesi per bloccare Salim El koudri dopo il folle investimento di sabato pomeriggio, prosegue la sua visita in municipio a Modena, partecipando ad un Consiglio comunale straordinario. Successivamente porterà il suo saluto ai feriti ricoverati negli ospedali di Modena e di Bologna.
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