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Cronaca
Al Mann riapre la sezione Numismatica, 6.000 monete e ori antichi
Oggi 18-05-26, 19:05
AGI - Oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, esposti in un percorso che mette in mostra anche materiali archeologici che raccontano un pezzo di storia dell'economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno. E accanto alle migliaia di "testimonianze" della collezione numismatica del Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) sarà possibile ammirare anche 130 gioielli, ori antichi d'Italia e alcuni esempi, molto rari, di tessuti aurei. La sezione Numismatica del Mann, di cui si attendeva la riapertura, sarà visitabile dal 25 aprile. La presentazione alla stampa "Seimila testimonianze. Una folla non solo di monete, ma anche di persone che le hanno usate queste monete, di persone che hanno speso sapienza artigianale per prepararle; persone che hanno elaborato, nei secoli, i differenti metodi di peso, la moneta antica valeva quanto pesava - dice il direttore generale del Mann, Francesco Sirano rappresentando ciò che permettono di comprendere le diverse sezioni del percorso - persone che hanno messo le loro speranze in un futuro; persone che hanno portato, anche terrorizzate dall'eruzione del Vesuvio, delle monete in età romana scappando dalle loro case sperando di potersi salvare e di avere con se' un minimo di certezza per un domani che purtroppo non hanno avuto". "Quindi è una sezione che racconta la storia del museo, racconta la storia della moneta, racconta aspetti dell'economia del mondo antico che attraverso l'osservatorio privilegiato dell'area vesuviana, di Pompei in particolare, noi non riusciamo a vedere in nessun'altra parte del mondo romano", aggiunge il direttore. Un racconto incentrato sullo sviluppo storico della monetazione nel Mezzogiorno dall'età arcaica (VI secolo a.C.) all'epoca borbonica, sino all'Unità d'Italia. Il medaglione d'oro d'Augusto L'esposizione include monete provenienti da scavi pre e post-unitari, da acquisti e donazioni, vi è anche il medaglione d'oro d'Augusto, oltre a gioielli, intonaci dipinti, materiali epigrafici e arredi, provenienti in parte da case, botteghe e officine dell'antica Pompei. Dallo studio delle prime monete in bronzo e argento si è compreso anche che a Napoli "si coniavano monete di bronzo e si coniavano, soprattutto a partire dal primo contatto con il mondo della Magna Grecia, e in particolare la Campania, monete anche di argento - spiega Sirano - e all'inizio le monetazioni romane più antiche, si ritiene che siano state realizzate in Campania per i romani. Tant'è vero che le monete più antiche hanno la leggenda, cioè l'iscrizione, che dice chi è che ha emesso quella moneta, in greco 'rhomaioi', cioè le monete dei romani". Di particolare pregio la parte dedicata agli ori dell'Italia antica Il museo archeologico partenopeo vanta una collezione di più di mille gioielli. Una selezione di oltre 130 è esposta nella parte finale della sezione Numismatica. "Sono tutti pezzi eccezionali. Da un lato quelli che provengono dalle collezioni storiche che stanno alla base del nostro museo, dall'altro i materiali ritrovati durante gli scavi effettuati ancora una volta a Pompei, a Ercolano o nei luoghi dell'area Vesuviana. Sono gioielli di altissimo livello che colpiscono per la preziosità del materiale utilizzato in una città come Pompei - dice ancora di direttore del Mann - che era una città di media importanza, e fanno capire come, in questa società locale, ci fossero delle elite, che raggiungevano delle posizioni tali per cui poi riuscivano ad esprimere il lusso e il loro status sociale anche attraverso questi gioielli, spesso estremamente preziosi". Dopo molti anni, torna visibile al pubblico un anello che ha una storia particolare. "All'inizio degli scavi borbonici viene ritrovato probabilmente a Ercolano un anello antico con una maschera, un anello molto semplice, bello, un cammeo - spiega Sirano - che rappresenta una maschera teatrale, che viene subito preso da Carlo di Borbone e che lo possiede fino però a un certo punto". "Nel momento in cui diventerà re di Spagna, lui lascia simbolicamente questo anello al figlio, significando che queste ricchezze che si stavano trovando durante gli scavi di Ercolano, di Pompei e Stabbia appartenevano allo Stato e non direttamente alla proprietà dei monarchi", conclude. La sezione Numismatica riapre grazie a un finanziamento del ministero della Cultura, a valere sul Pon Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025.
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