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Cronaca
Falsi certificati medici per impedire il trattenimento nei Cpr, perquisizioni in tutta Italia
Oggi 16-09-26, 10:58
AGI - Falsi certificati medici per impedire il trattenimento dei migranti nei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri. È l'ipotesi di reato di un'indagine coordinata dalla Procura di Ravenna. Nel mirino degli investigatori, della Squadra mobile di Ravenna e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ci sono una ventina di medici sospettati di aver prodotto la falsa documentazione. Perquisizioni in nove città italiane Le perquisizioni disposte dalla procura riguardano oltre venti professionisti, quasi tutti medici non iscritti nel registro degli indagati. Le attività si stanno svolgendo in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese, con il supporto delle Squadre Mobili territorialmente competenti. Le verifiche ordinate dalla Procura puntano a ricostruire eventuali canali illeciti di produzione di certificazioni mediche che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state utilizzate per attestare condizioni di salute non veritiere, tali da impedire il trattenimento nei CPR di cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di rimpatrio. Salvini: radiazione dall'albo dei medici e pagamento dei danni "Quanto sta emergendo è molto grave - ha commentato il vicepremier Matteo Salvini sui social - se riconosciuti colpevoli, radiazione dall'albo dei medici e pagamento dei danni, di tasca propria, per le mancate espulsioni di tutti i clandestini che avrebbero protetto. Altro che giuramento di Ippocrate, se fosse confermata l'accusa - conclude - questi avrebbero 'giurato' in un centro sociale". Bignami: accertare se vi sia un fenomeno più ampio e organizzato "Le nuove perquisizioni disposte dalla Procura di Ravenna, che coinvolgono oltre venti medici in diverse città italiane, confermano quanto sia necessario fare piena luce su una vicenda che presenta contorni sempre più inquietanti. L'ipotesi investigativa di certificazioni mediche utilizzate per impedire il trattenimento nei CPR di cittadini stranieri irregolari, qualora trovasse conferma, sarebbe di assoluta gravità: non si tratterebbe più di singoli episodi, ma della possibile esistenza di una rete capace, a livello nazionale, di incidere concretamente sull'applicazione delle decisioni dello Stato", ha sottolineato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. "Attendiamo con fiducia l'esito delle indagini e il lavoro della magistratura perché è indispensabile accertare ogni responsabilità e capire se, dietro i casi già emersi a Ravenna, vi sia un fenomeno più ampio e organizzato volto a incrementare flussi migratori illegali sul nostro territorio nazionale".
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