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Economia e Finanza
Festa della mamma: a che punto siamo col congedo di maternità (e di paternità)
Oggi 08-05-26, 14:10
AGI - Dal gennaio del 2025, l'Italia offre alle neo-mamme 22 settimane di congedo di maternità retribuite all'80%. Meglio rispetto a qualche anno fa ma non ancora abbastanza, tanto che, secondo quanto emerge dal report globale per il 2026 di World Population Review, il Paese si piazza al 15esimo posto in Europa. Meglio di noi fanno anche Polonia, Ungheria, Croazia e Macedonia. Ma peggio di noi si posizionano la Francia, il Belgio, il Portogallo, la Grecia, l'Austria. E le tinte sono ancora più fosche se si prende in esame il congedo di paternità. Secondo i dati Ocse, il podio è occupato da Spagna e Portogallo (che sfatano lo stereotipo dei Paesi nordici all'avanguardia in tutti i campi), mentre al terzo posto si piazza - appunto - la Finlandia. L'Italia è solo decima. Ma ecco il quadro completo in vista della Festa della mamma. Lo scenario europeo In Europa, l’Italia si posiziona solamente 15esima (22 settimane retribuite all’80%) sotto Polonia (26 settimane retribuite al 100%) e Ungheria (24 settimane retribuite al 70%) e San Marino (22 settimane retribuite al 100%), mentre al primo posto tra i virtuosi c’è la Croazia dove sono garantite 58 settimane di congedo (retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita con poi un'indennità forfettaria finanziata da fondi pubblici), seguita da Montenegro (52 settimane retribuite al 100%), Regno Unito (52 settimane, di cui 6 al 90% e dalla 7 alla 39 con un importo inferiore al 90%), Bosnia ed Erzegovina (52 settimane dal 50 all’80%), Albania (52 settimane retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo, al 50% per il restante), Irlanda (42 settimane, di cui 26 retribuite all'80% dello stipendio, ma fino a un tetto massimo stabilito per legge), Macedonia del Nord (39 settimane retribuite al 100%) e Norvegia (35 settimane retribuite al 100% oppure 150 giorni all’80%). La classifica Croazia: 58 settimane, retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita, successivamente si passa a un'indennità a quota fissa. Regno Unito: 52 settimane, le prime 6 settimane sono pagate al 90%; dalla 7ª alla 39ª si riceve un'indennità fissa o il 90% dello stipendio (l'importo minore tra i due), mentre le ultime 13 settimane non sono retribuite. Bosnia ed Erzegovina: 52 settimane, retribuite con una percentuale che varia dal 50% al 100%. Albania: 52 settimane. Retribuite all'80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo la nascita, per poi scendere al 50% per il periodo rimanente. Montenegro: 52 settimane, retribuite per intero al 100%. Irlanda: 42 settimane, retribuite all'80% (fino a un tetto massimo prestabilito) per le prime 26 settimane. Macedonia del Nord: 39 settimane, retribuite al 100%. Norvegia: 35 settimane, retribuite al 100% (oppure si può optare per un congedo retribuito all'80% per 150 giorni). Slovacchia: 34 settimane, retribuite al 65%. Bulgaria: 32 settimane, retribuite al 90%. Repubblica Ceca: 28 settimane, retribuite al 70%. Polonia: 26 settimane, retribuite al 100%. Ungheria: 24 settimane, retribuite al 70%. San Marino: 22 settimane retribuite al 100%. Italia: 22 settimane retribuite all'80%. Il caso Usa A livello globale sono gli Stati Uniti il fanalino di coda con sole 12 settimane di congedo garantite (ma non pagate) a livello federale dal Family and Medical Leave Act che però si applica alle sole aziende con almeno 50 dipendenti e ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno prestato servizio per almeno 12 mesi. Il congedo di paternità Ma la parità tra genitori non sarà mai totale finché anche i papà non resteranno anche loro a casa dal lavoro. Secondo i dati OCSE e le rilevazioni della Commissione europea, l’Europa presenta una forte disomogeneità nei sistemi di congedo di paternità. I Paesi nordici e la Spagna guidano la classifica con modelli altamente strutturati e quote riservate ai padri, che favoriscono una reale condivisione della cura familiare. In particolare, la Spagna si distingue con 16 settimane di congedo completamente retribuito, uno dei sistemi più avanzati al mondo. Seguono i Paesi scandinavi, dove il congedo parentale è fortemente individualizzato e sostenuto da meccanismi “non trasferibili” tra genitori. All’estremo opposto, diversi Paesi dell’Europa centro-orientale e l’Italia mantengono ancora periodi molto più brevi, spesso limitati a pochi giorni obbligatori, evidenziando un divario significativo nella diffusione di politiche realmente orientate alla parità di genere. “In una società in cui la scelta di avere un figlio o una figlia continua a incidere in modo diseguale sui percorsi professionali, il tema della genitorialità non può essere affrontato solo con misure di breve periodo – commenta Debora Moretti di Zeta Service - Richiede un lavoro più profondo: culturale, organizzativo e manageriale". La classifica dei Paesi per congedo di paternità Spagna – 16 settimane di congedo di paternità retribuito al 100%, uno dei modelli più estesi e paritari in Europa Portogallo – circa 4–5 settimane di congedo obbligatorio e ulteriori periodi facoltativi retribuiti Finlandia – sistema altamente flessibile con quote individuali per ciascun genitore e forte incentivo all’uso da parte dei padri Svezia – fino a 90 giorni riservati ai padri all’interno di un sistema complessivo di 480 giorni di congedo parentale condiviso Norvegia – modello “use it or lose it”, con quote obbligatorie per il padre e alta retribuzione Islanda – uno dei sistemi più equilibrati al mondo, con 3 mesi esclusivi per ciascun genitore Francia – circa 25 giorni di paternità retribuita, ampliati negli ultimi anni Germania – sistema di congedo parentale fino a 14 mesi complessivi, con quote incentivanti per i padri Paesi Bassi – 1 settimana obbligatoria + settimane aggiuntive parzialmente retribuita Italia – circa 10 giorni obbligatori di congedo di paternità, tra i più bassi tra i grandi Paesi UE
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