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Flightradar24: cos'è e come funziona il sito che traccia i voli
Oggi 06-03-26, 13:52
AGI - Dalle eruzioni vulcaniche alle guerre, passando per misteri dell’aviazione e grandi eventi globali: ogni volta che succede qualcosa nei cieli del mondo, milioni di utenti si collegano a Flightradar24 per seguire i voli in tempo reale. Eppure la piattaforma più famosa per il monitoraggio del traffico aereo è nata quasi per caso. Come nasce Tutto iniziò quando gli imprenditori svedesi Mikael Robertsson e Olov Lindberg non avevano affatto l’obiettivo di costruire una piattaforma globale di monitoraggio dei voli. Il loro intento era semplicemente dare maggiore visibilità a un portale svedese dedicato alla comparazione dei prezzi dei biglietti aerei. Per attirare più visitatori decisero di aggiungere una pagina che mostrava i voli in tempo reale. Quella semplice funzione si trasformò nel tempo in Flightradar24, il servizio che oggi gli utenti consultano quando il traffico aereo viene sconvolto da eventi straordinari. “Molto presto questo strumento di tracciamento dei voli è diventato più popolare dello stesso comparatore di prezzi”, ha ricordato Robertsson in un’intervista al The Guardian dal quartier generale dell’azienda a Stoccolma. Il primo boom: l’eruzione del vulcano La prima grande ondata di traffico arrivò nel 2010 con l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull. La gigantesca nube di cenere bloccò il traffico aereo europeo, chiudendo oltre 300 aeroporti e costringendo a terra più di 100.000 voli. Milioni di persone si collegarono a Flightradar24 per capire quali voli stessero ancora operando e quali fossero stati cancellati. “Credo che in un paio d’ore abbiamo avuto circa quattro milioni di visitatori”, ha raccontato Robertsson. Fu la prima volta che la piattaforma attirò un enorme pubblico desideroso di seguire in diretta l’evoluzione di un evento globale legato all’aviazione. E non sarebbe stata l’ultima. Dai misteri dell’aviazione alle crisi globali Da allora, ogni grande evento legato al traffico aereo ha generato nuovi picchi di traffico sul sito. “Dopo quell’episodio si può scegliere praticamente qualsiasi grande evento dell’aviazione”, ha spiegato Fredrik Lindahl, amministratore delegato di Flightradar24. Tra i momenti più seguiti figurano: la scomparsa del volo Malaysia Airlines MH370 nel 2014 l’inizio della pandemia di Covid-19 nel 2020, che paralizzò i viaggi aerei globali il trasferimento dell’oppositore russo Alexei Navalny a Berlino dopo il sospetto avvelenamento nel 2020 e il suo ritorno in Russia nel 2021 In entrambi i casi, migliaia di utenti seguirono il volo in diretta sulla piattaforma. Il traffico aereo durante i conflitti Anche le crisi geopolitiche possono far impennare gli accessi. Negli ultimi giorni, mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha rapidamente svuotato lo spazio aereo sopra il Medio Oriente, centinaia di migliaia di viaggiatori e curiosi hanno iniziato a monitorare la situazione su Flightradar24. Dopo gli attacchi aerei e la risposta missilistica iraniana, diversi Paesi della regione hanno chiuso il proprio spazio aereo. Sulla mappa del sito la conseguenza era evidente: con ampie zone del Medio Oriente interdette al traffico, i voli si concentravano in due stretti corridoi: uno a nord dell’Iran, attraverso il Caucaso e sotto lo spazio aereo chiuso dell’Ucraina uno a sud, passando sopra Egitto, Arabia Saudita e Oman “Per ogni grande evento dell’aviazione registriamo un forte picco di traffico, che poi si riduce”, ha spiegato Lindahl. “Ma il livello rimane comunque un po’ più alto rispetto a prima”. Il record: il volo della bara della regina Elisabetta Finora nessun evento ha attirato più attenzione sulla piattaforma del trasferimento della bara della regina Elisabetta II nel 2022. In quell’occasione circa 4,8 milioni di persone seguirono il breve volo da Edimburgo alla base RAF di Northolt. Come funziona Flightradar24 Il funzionamento del sistema si basa su una vasta rete globale di ricevitori radio: circa 58.000 dispositivi, distribuiti in tutto il mondo, inclusa una dozzina installata persino in Antartide. Ogni aereo è dotato di un trasmettitore che invia continuamente dati di volo, tra cui: identificativo del volo posizione direzione velocità altitudine Queste informazioni vengono captate dai ricevitori e inviate alla piattaforma. All’inizio, però, la rete era minuscola: Robertsson e Lindberg avevano installato solo due dispositivi nelle proprie case dopo aver scoperto che era possibile monitorare il traffico aereo con apparecchi acquistati nel Regno Unito. “All’inizio sembrava impossibile”, ha raccontato Robertsson. “Come si può tracciare il traffico aereo con una piccola scatola? Se vedessi qualcosa del genere oggi probabilmente penserei a una truffa”. Il modello di business della piattaforma Oggi Flightradar24 ha costruito il proprio modello economico attorno alla grande attenzione generata durante questi eventi. La piattaforma offre: una versione gratuita con le informazioni di base un abbonamento premium con dati più dettagliati Gli abbonamenti rappresentano circa il 70% del fatturato, mentre il resto arriva da pubblicità e servizi commerciali venduti a operatori del settore. Il progetto continua a basarsi anche sul contributo degli appassionati di aviazione. “Cerchiamo di offrire un prodotto gratuito molto valido perché alla base di tutto c’è il crowdsourcing”, ha spiegato Lindahl. “Persone in tutto il mondo ospitano i nostri ricevitori”. Numeri e crescita Oggi la piattaforma conta oltre 1,5 milioni di abbonati paganti e circa 60 milioni di visitatori gratuiti ogni mese Nel settembre 2025 Flightradar24 ha inoltre venduto il 35% dell’azienda a Sprints Capital, società di venture capital con sede a Londra. Un segnale di quanto un progetto nato quasi per caso sia diventato uno dei principali strumenti per osservare in tempo reale ciò che accade nei cieli del mondo.
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