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Estero
Flottilla: tutti gli attivisti sono rientrati in Italia. "Ci hanno picchiati"
Oggi 22-05-26, 00:45
AGI - Sono rientrati in Italia tutti gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla che erano stati rilasciati dalle autorità israeliane. L'atterraggio del loro volo, decollato da Istanbul è stato confermato dalla portavoce della Flotilla Maria Elena Delia. "Ci hanno picchiato e messo le manette", ha afferma a 'Rainews' un'attivista della Flotilla. Gli attivisti arrivati all'aeroporto di Malpensa "hanno raccontato che sono stati trattati in modo abominevole, hanno visto trattare in maniera atroce anche delle donne, che hanno subito pesantissime violenze e molestie sessuali", racconta all'AGI Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla. "Hanno parlato dell'uso di taser, proiettili di gomma. Francamente li ho visti tanto provati. Non so quanto ci vorrà loro per superare questa esperienza, se mai la supereranno", aggiunge A renderlo noto è la stessa organizzazione, pronta ad accoglierli nei due scali insieme con i familiari. Ma "la mobilitazione e la pressione di Global Sumud Italia - si legge in una nota - prosegue fino a quando non si interrompe la complicità con Israele, fino a quando non saranno interrotti i rapporti militari, commerciali, accademici, fino a quando non saranno liberi tutti i prigionieri politici palestinesi, in Italia e nei Territori occupati, fino a quando l'occupazione non avrà fine" Spogliati, incatenati e picchiati": il racconto shock di Carotenuto e Mantovani "Il racconto dell'inviato del Fatto - Alessandro Mantovani - conferma non solo la brutalità del trattamento subito dagli attivisti, e testimoniato dalle immagini che ieri hanno fatto il giro del mondo" riferisce la vicedirettrice del 'Fatto' Maddalena Oliva, "ma anche che diversi attivisti hanno subito, come denunciato in serata ieri dagli avvocati della Global Sumud Flotilla, violenze". Con Mantovani anche il deputato del M5S, Dario Carotenuto. "Siamo stati tra gli ultimi a essere stati abbordati", racconta Mantovani - già rientrato - nella sua testimonianza "Le forze israeliane hanno sparato contro la nostra barca diversi colpi, non saprei dire che tipo di proiettili, per farci mettere a prua. Poi una volta prelevati siamo stati portati con una corvetta alla seconda nave prigione. Lì siamo stati incatenati e ammanettati, io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista e lasciato in costume da bagno. Siamo stati picchiati e presi a calci, noi anche meno degli altri: sentivo le urla degli attivisti, qualche costola di sicuro qualcuno se l'è rotta. Su quella seconda nave container quasi tutti quelli che arrivavano, eravamo circa 180, hanno preso le botte". Poi Mantovani, cui è stato assegnato il numero 164, inginocchiato come tutti gli altri a terra, è stato prelevato, insieme al numero 147, ovvero il deputato del M5S Dario Carotenuto e insieme sono stati trasferiti, prima ancora di arrivare al porto di Ashdod, in una cella della polizia nell'aeroporto Ben Gurion, dove hanno ricevuto una prima assistenza dall'ambasciata. Il racconto del deputato Carotenuto e il blitz in acque internazionali Anche Carotenuto è molto scosso: "Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo". Mantovani e Carotenuto erano a bordo della Kasr-i Salabad, in acque internazionali, e viaggiavano in direzione Egitto: "Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere" racconta ancora al Fatto il deputato dei Cinque Stelle. "Eravamo a cento miglia da Port Said" prosegue Mantovani "a 180 miglia da Gaza quando siamo stati abbordati dagli israeliani". Ieri il video girato nel porto di Ashdod ha fatto il giro del mondo: nelle immagini si vedono i ministri della Sicurezza, Ben Gvir, e dei Trasporti, Regev, che deridono gli attivisti, costretti a rimanere inginocchiati faccia a terra. Gli avvocati della ong Adalah non sono riusciti a incontrarli tutti. Con ogni probabilità, riferiscono le fonti, oggi saranno portati nel carcere di Ketziot per le procedure rapide di espulsione. Espulsi da Israele tutti gli attivisti Tutti gli attivisti della Freedom Flotilla sono stati espulsi da Israele. Lo ha confermato il ministero degli Esteri israeliano in una nota diffusa dal Times of Israel. "Israele non consentirà alcuna violazione del blocco navale legittimo davanti a Gaza", si legge nella nota. Anche gli italiani hanno lasciato il Paese. Come informa la Farnesina, i partecipanti alla missione sono decollati dall'aeroporto di Eilat con tre voli charter della Turkish Airlines.
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