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Francia, licei nel caos e 40 presidi feriti: 400 scuole chiuse, 2mila fermi e milioni di e...
Oggi 02-10-26, 09:44
AGI - Circa 400 licei chiusi dalle autorità, lezioni a distanza in numerosi istituti e divieti di manifestare davanti alle scuole interessate: la Francia affronta una nuova giornata di tensione dopo le violenze di ieri durante la mobilitazione studentesca per chiedere maggiori risorse all'istruzione. Il ministro dell'Educazione, Edouard Geffray, incontra oggi sindacati, associazioni di liceali e genitori e rappresentanti degli studenti nel tentativo di riaprire il dialogo. Il bilancio della protesta Secondo le autorità, ieri sono state registrate 900 azioni davanti ai licei, con un'estensione della protesta a tutti i dipartimenti del Paese, e quasi 2mila persone sono state fermate. Oltre 300 poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti. Il ministro dell'Interno Laurent Nunez ha condannato "una violenza sfrenata". Dall'inizio del movimento, ha riferito Geffray, sono rimasti feriti anche 65 dipendenti del sistema scolastico e 170 studenti. Lo scontro politico Il governo ha denunciato "violenze urbane" e attribuito la responsabilità a La France insoumise. Secondo i servizi del primo ministro, la mobilitazione sarebbe una "manovra organizzata da Lfi e dai suoi alleati dell'ultrasinistra". Il coordinatore del partito, Manuel Bompard, ha respinto le accuse, rimproverando a Matignon di "sprofondare nel complottismo". Per Geffray, "il movimento dei liceali è preso in ostaggio da gruppuscoli ultraviolenti". Chiusura dei licei e appello alle famiglie Annunciando la chiusura di circa 400 dei 3.700 licei francesi, il ministro ha sottolineato: "La prima cosa è proteggere i nostri studenti". Poi l'appello alle famiglie: "Non lasciate andare i vostri figli in un contesto del genere". I prefetti hanno vietato per oggi le manifestazioni nei pressi dei licei chiusi. A Parigi il provvedimento riguarda 13 istituti. A Rennes, già in mattinata, alcuni studenti, anche incappucciati e vestiti di nero, si sono radunati davanti al liceo Jean Macè, presidiato da numerosi agenti. La concessione del governo Nel tentativo di allentare la tensione, il governo ha rinunciato a introdurre tasse di iscrizione per i percorsi tecnici superiori Bts e per le classi preparatorie alle grandes écoles, una misura contenuta nel progetto di bilancio 2027 presentato ieri e contestata dalla sinistra e da diversi sindacati. I numeri della mobilitazione Secondo il ministero dell'Interno, ieri la mobilitazione ha coinvolto complessivamente 1.027 istituti, con 222 blocchi. Alla protesta hanno aderito anche gli universitari, con una trentina di campus bloccati. Le organizzazioni studentesche invitano a proseguire la mobilitazione in vista di una grande manifestazione martedì, in un clima sociale e politico già teso a sette mesi dalle elezioni presidenziali. Presidi e personale scolastico feriti Quaranta presidi sono rimasti feriti dall'inizio del movimento di blocco dei licei in Francia. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray, che ha chiesto l'aiuto dei genitori perchè "in strada i ragazzi sono in pericolo". "Finora abbiamo avuto 65 membri del personale feriti, tra cui 40 presidi. Ben 40", ha dichiarato Geffray a Bfmtv, senza fornire dettagli sulla natura delle ferite riportate. Danni per decine di milioni di euro Tra 25 e 30 milioni di euro di danni nella regione francese Alvernia-Rodano-Alpi per le violenze legate ai blocchi dei licei. E' la stima fornita dal presidente della Regione, Fabrice Pannekoucke, che ha ribadito la richiesta di far pagare i responsabili. "Siamo ancora alle stime e, a oggi, siamo tra 25 e 30 milioni di euro" di danni, considerando "gli istituti, le aree circostanti e i veicoli attaccati", ha dichiarato a franceinfo l'esponente dei Républicains. Nella regione, ha aggiunto, oggi restano chiusi 93 licei su poco più di 300. "I vandali dovranno pagare" Pannekoucke ha spiegato che i servizi regionali stanno lavorando all'identificazione dei responsabili insieme alle forze dell'ordine e alla prefettura, utilizzando filmati pubblicati sui social, immagini della videosorveglianza e video girati negli istituti. "Bisogna perseguire ciascuno di questi vandali affinchè a ogni euro di danno corrisponda un euro da pagare. Non si può chiedere al contribuente di farsi carico di eventi come questi", ha affermato. La posizione riprende quella espressa ieri da Laurent Wauquiez, capogruppo dei deputati dei Républicains, ex presidente della Regione e oggi suo consigliere speciale. "I vandali dovranno pagare", aveva dichiarato, annunciando la preparazione di oltre 400 denunce per chiedere in tribunale i risarcimenti a chi ha "trasformato i nostri licei in scene di guerra". Wauquiez aveva inoltre annunciato la sospensione degli aiuti regionali destinati "ai vandali e alle loro famiglie", citando il Pass-Règion e le agevolazioni per mense e trasporti scolastici. La responsabilità dei genitori Il ministro della Giustizia francese Gerald Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli durante il movimento di blocco dei licei, affinchè siano loro a "pagare le riparazioni". Lo ha dichiarato lo stesso ministro a Rtl. Dall'inizio delle proteste, circa 2mila persone sono state poste in stato di fermo, "di cui il 90% minorenni", ha precisato Darmanin. Un terzo delle persone fermate è accusato di violenze contro le persone.
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