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Cultura e Spettacolo
Giornate FAI d'Autunno, cosa sapere sul weekend di ottobre
Oggi 01-10-26, 02:19
AGI - Torna l'appuntamento con le Giornate FAI d'Autunno, giunte alla 15esima edizione: nel fine settimana del 10 e 11 ottobre 2026 apriranno al pubblico 700 luoghi straordinari e spesso inaccessibili in 350 città italiane. L'iniziativa, presentata a Roma a Palazzo Piacentini, sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedica quest'anno un'attenzione speciale all'artigianato e al "saper fare", con oltre 75 aperture e percorsi speciali legati alle tradizioni manifatturiere. A fare gli onori di casa è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: "Credo che questa iniziativa del FAI sia di estrema importanza, soprattutto in questo momento, perché valorizza quello che è un patrimonio del nostro Paese, quindi la sua cultura produttiva fatta di marchi che si sono fatti largo nel mondo", ha dichiarato il ministro. "È un sistema di eccellenza e di qualità che ormai tutti ci riconoscono, che ci consente anche di crescere nei momenti di crisi globale. Valorizzare questo patrimonio è un'iniziativa straordinaria per valorizzare il nostro Paese, che più di altri coniuga al meglio storia, cultura, arte, scienza ed economia. Il Made in Italy è tutto questo insieme". Magnifico: più del 10% dei luoghi sono imprese Un concetto ribadito dal presidente del FAI, Marco Magnifico: "Sui 700 monumenti che saranno aperti, più del 10% sono piccole imprese, botteghe artigiane, musei d'impresa. Questo a testimoniare come il grande artigianato italiano e le piccole imprese siano, esattamente come i monumenti italiani, il grande deposito di cultura del nostro Paese. I monumenti raccontano il passato, le imprese artigiane e le piccole imprese raccontano il presente e il futuro". La sfida per tutelare questo patrimonio, ha ricordato Magnifico, è far crescere il numero di iscritti alla Fondazione: "Se fosse un esercito così forte, sicuramente il futuro dell'Italia sarebbe assicurato: si protegge ciò che si ama, ma si ama ciò che si conosce". Un ruolo chiave sarà affidato ai 9mila apprendisti Ciceroni, giovani studenti che "hanno bisogno di concreto, di uscire dal benedetto mondo del telefono e di toccare con le loro mani i monumenti, la natura, le aziende agricole per capire che vivono nel Paese più bello del mondo". Confindustria e la cultura d'impresa Una visione condivisa in pieno da Francesco Somma, vice presidente per la Cultura d'Impresa e la Certezza del Diritto di Confindustria, associazione che quest'anno collabora all'iniziativa. "Siamo partiti dall'assunto che la cultura d'impresa faccia parte del concetto più ampio di cultura del Paese, arrivando a considerare il patrimonio industriale un pezzo importante del patrimonio della cultura italiana", ha spiegato Somma: "Siamo abituati a visitare monumenti, piazze e opere d'arte, ma pensiamo poco a visitare le aziende. Dietro un cancello non c'è solo qualcuno che produce, ma ci sono competenze, ricerca, affidabilità, capacità di innovare. Credo che questo debba essere considerato un patrimonio da valorizzare e da far conoscere a tanti pubblici". Oltre 12 milioni per i restauri fatti dal FAI A sostenere questo immenso patrimonio diffuso è l'impegno costante della Fondazione, che per il 2026 prevede di investire oltre 12 milioni di euro in restauri e manutenzioni straordinarie (cifra quasi triplicata rispetto a quattro anni fa), a cui si aggiungono circa 20 milioni destinati alla gestione ordinaria. Solo quest'anno, il FAI ha seguito 150 cantieri, impiegando una squadra di oltre 20 architetti specializzati e un indotto di 150 fornitori e 200 consulenti tecnici. L'emergenza climatica Accanto alla valorizzazione, emerge però un'urgenza sempre più pressante: l'impatto dei cambiamenti climatici. I Beni del FAI sono oggi particolarmente esposti agli effetti degli eventi meteorologici estremi, come dimostrano i gravi danni causati due settimane fa da una violenta tempesta abbattutasi sul Giardino della Kolymbethra ad Agrigento. Per rispondere all'emergenza, per il 2027 è previsto lo stanziamento di circa 1,5 milioni di euro (pari al 12% del budget dei restauri) esclusivamente per interventi legati alla transizione ecologica e all'adattamento climatico. L'evento autunnale vede confermato il ruolo della Rai come Main Media Partner. Stefano Coletta, direttore Coordinamento Generi, ha ricordato come questa partnership duri "da più di 10 anni". "La divulgazione della bellezza, soprattutto nei siti dei beni culturali, è memoria, è presente ma è anche futuro", ha evidenziato Coletta, annunciando che dal 5 all'11 ottobre "tutta l'offerta televisiva, radiofonica e quella digitale di RaiPlay Sound dedicheranno tanti spazi ai siti e a tutte le iniziative che il FAI realizza in questi giorni, in piena coerenza con la divulgazione del territorio che la Rai realizza in tutta la sua programmazione".
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