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Hantavirus, iniziato lo sbarco da nave Hondius a Tenerife
Oggi 10-05-26, 11:17
AGI - È iniziato a Tenerife il trasferimento dei passeggeri e di parte dei membri dell’equipaggio della MV Hondius, la nave da crociera su cui è scoppiata un’epidemia di hantavirus. Lo ha riferito il ministero della Salute spagnolo in un post su Telegram alle 10:30. L’imbarcazione è giunta questa mattina davanti al porto di Granadilla, a Tenerife, dove ha gettato l’ancora dopo che le autorità delle Canarie si sono rifiutate di permetterne l’attracco al molo. Valutazione sanitaria a bordo Sulla Hondius sono saliti prima medici e infermieri, bardati con dispositivi di protezione, per una prima valutazione epidemiologica e per dare il via libera agli sbarchi di quasi tutte le 149 persone di 23 nazionalità a bordo. Resteranno solo alcuni marittimi incaricati di riportare la barca nei Paesi Bassi. Ordine degli sbarchi e trasferimenti L’ordine concordato prevede che i primi a scendere siano i 14 spagnoli, poi sarà la volta degli olandesi – che si occuperanno anche dei tedeschi – e poi via via dei passeggeri delle altre nazionalità. Saranno portati in autobus militari in un’area isolata dell’aeroporto da cui partiranno i voli speciali di rimpatrio predisposti dai diversi Paesi. L’Unione europea ha inviato un aereo ambulanza messo a disposizione dalla Norvegia per contribuire alle operazioni. Una volta in patria, a tutti toccherà il ricovero in isolamento per i test. Non tutti i passeggeri scenderanno dalla nave già oggi. Gli ultimi saranno australiani e neozelandesi, il cui volo partirà domani. Le prime operazioni a terra A quanto riferito dal corrispondente di El Pais, alle 9:40 ora locale (le 10:40 in Italia), le prime otto persone sono state portate da una barca al molo di Ribera e da lì hanno proseguito il viaggio verso l’aeroporto di Tenerife Sud, a circa 12 chilometri di distanza. Sul posto la ministra spagnola della Salute, Monica Garcia, e il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Piano di rimpatrio completo Dopo gli spagnoli (13 passeggeri e un membro dell’equipaggio) scenderanno olandesi, tedeschi, belgi, greci e parte dell’equipaggio. Successivamente toccherà ai cittadini di Canada, Turchia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda e Stati Uniti. Domani mattina comunque i Paesi Bassi invieranno un aereo che si occuperà di tutti coloro che non saranno stati rimpatriati dai rispettivi Paesi. Infine partiranno gli australiani. La risoluzione della Marina mercantile La decisione di far attraccare a Tenerife è stata formalizzata da una risoluzione firmata dal Direttore generale della Marina Mercantile, Ana Núñez Velasco, resasi necessaria a fronte di un rischio combinato per la sicurezza marittima e alla “necessità di assistenza medica a bordo”. Il provvedimento della Marina Mercantile giunge in un clima di tensione istituzionale. Il presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, aveva precedentemente dato istruzioni affinché alla nave non fosse consentito l’ancoraggio senza la garanzia del rimpatrio di tutti i passeggeri entro la giornata di domenica. Tuttavia, la risoluzione ministeriale, basata sull’articolo 299 del Testo Unico della Legge sui porti statali e sulla marina mercantile, ha imposto l’accesso alla struttura. Il documento dispone “l’accoglienza della nave MV Hondius nel porto di Granadilla, Tenerife, mediante ancoraggio o attracco, secondo quanto stabilito dalle autorità responsabili dell’operazione sanitaria che verrà applicata alle persone a bordo della nave”. Per l’esecuzione della manovra, l’Autorità Portuale di Granadilla è stata incaricata di fornire “i necessari servizi di pilotaggio, rimorchio e ormeggio”. Il rimpatrio dei cittadini francesi Parallelamente alle operazioni portuali, i Ministeri della Salute e degli Affari Esteri di Parigi hanno confermato che cinque cittadini francesi saranno rimpatriati “oggi stesso con un volo sanitario”. Il trasferimento verrà “effettuato nel rispetto dei protocolli sanitari vigenti e in conformità con le raccomandazioni dell’OMS”. Una volta giunti in territorio transalpino, i passeggeri saranno sottoposti a un rigido protocollo di sorveglianza: 72 ore di quarantena ospedaliera per valutazione clinica; successivo “rientro a casa, dove saranno sottoposti a 45 giorni di isolamento con adeguato monitoraggio”. Al momento, le autorità sanitarie locali rimangono in massima allerta per coordinare il trasferimento dei restanti passeggeri verso le rispettive destinazioni internazionali nel rispetto delle procedure di biocontenimento.
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