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Estero
Il caldo estremo in Europa è aumentato 10 volte
Oggi 23-02-26, 12:35
AGI - Il caldo estremo in gran parte dell’Europa centrale e meridionale è aumentato di circa dieci volte nel periodo 2010-2024 rispetto al 1961-1990, a causa del cambiamento climatico di origine antropica. È quanto emerge da uno studio guidato da Gottfried Kirchengast del Wegener Center e del Dipartimento di Fisica dell’Università di Graz, pubblicato sulla rivista Weather and Climate Extremes. Il lavoro introduce una nuova classe “olistica” di metriche di rischio climatico in grado di calcolare in modo integrato frequenza, durata, intensità, ampiezza spaziale e altre variabili degli eventi estremi, fino alla loro “estremità totale”. Il metodo è applicabile a tutti i rischi definiti dal superamento di soglie critiche, come ondate di calore, alluvioni, siccità e tempeste. “La nostra nuova metodologia, universalmente applicabile, è adatta a tutte le misure di rischio definite dal superamento di soglie critiche”, spiega Kirchengast. “Può essere utilizzata per calcolare frequenza, durata, intensità, estensione spaziale e altre variabili degli eventi estremi, fino alla combinazione di tutte le metriche nell’estremità totale”. Il team, che comprende anche Stephanie J. Haas e Jürgen Fuchsberger del Wegener Center, ha sviluppato una soluzione matematica generale al problema del superamento di soglie in spazi multidimensionali, implementandola come strumento di calcolo applicabile su scala globale, a condizione di disporre di serie storiche climatiche di lungo periodo. L'efficacia del metodo Per dimostrare l’efficacia del metodo, i ricercatori hanno analizzato le variazioni delle ondate di calore in Austria e in Europa utilizzando dati sulle temperature massime giornaliere dal 1961 al 2024. La soglia di “estremo” è stata definita come il valore superato solo dall’1% dei giorni nel periodo 1961-1990, pari a circa 30 gradi in Austria, oltre 35 nel sud della Spagna e circa 25 in Finlandia. “I risultati mostrano che l’estremità totale del caldo in Austria e nella maggior parte dell’Europa centrale e meridionale è aumentata di circa dieci volte nell’attuale periodo climatico 2010-2024 rispetto al 1961-1990”, afferma Kirchengast. L’aumento è dovuto non solo a una maggiore frequenza degli eventi, ma anche alla loro durata, all’entità del superamento della soglia e alla loro estensione spaziale. “Questo massiccio incremento dell’indicatore di estremità totale va ben oltre la sua variabilità naturale e mostra l’influenza del cambiamento climatico di origine umana con una chiarezza che persino io, come climatologo, non avevo mai visto prima”, aggiunge il ricercatore. Secondo gli autori, le nuove metriche possono migliorare la quantificazione dei danni a persone, ecosistemi e infrastrutture e contribuire sia alle analisi di impatto climatico sia ai processi di attribuzione delle responsabilità per l’aumento dei rischi e dei danni legati al clima.
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