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Il Cremlino conferma la missione del capo della Cia a Mosca. Russia e Ucraina al lavoro pe...
Oggi 26-08-26, 10:24
AGI - Adesso c'è anche la conferma del Cremlino. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, si è recato a Mosca per alcune ore per colloqui con esponenti dell'intelligence di Usa e Russia. Lo ha spiegato al Washington Post il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, dando conferma di una missione che al momento non è stata ancora ufficializzata dagli Stati Uniti. Smentito l'incontro tra Ratcliffe e Putin Il viaggio in Russia del capo dell'agenzia di intelligence americana era finalizzato a "contatti tra i servizi di sicurezza", ha dichiarato Peskov al quotidiano statunitense, senza fornire ulteriori dettagli. Il Cremlino ha precisato che Ratcliffe non è stato ricevuto da Putin. "Non c'è stato alcun incontro con il presidente", ha dichiarato Peskov all'emittente russa RTVI, il quale meno di 24 ore prima aveva detto alla stampa di non avere informazioni sull'arrivo di un aereo militare statunitense in Russia. Secondo i canali Telegram russi, il direttore della Cia - già coinvolto in precedenti scambi di prigionieri tra i due Paesi - si trovava a Mosca per un'altra missione simile, presumibilmente legata al rilascio dell'americano Charles Zimmerman. Il veterano della Marina statunitense, 58 anni, è stato condannato lo scorso gennaio a cinque anni di carcere in Russia per possesso e traffico illegale di armi da fuoco. Secondo quanto riportato dalla stampa, era arrivato in Russia per incontrare di persona una donna con cui aveva chattato online ed è stato arrestato quando a bordo del suo yacht, attraccato nel porto di Sochi, in possesso di un fucile. Le ipotesi dei media sulla visita a Mosca I media russi indicano che Putin ha recentemente firmato due decreti riservati, uno dei quali potrebbe essere collegato alla grazia concessa a Zimmerman. Invece alcuni di quelli occidentali hanno collegato la visita a presunti piani di Mosca per annunciare una nuova mobilitazione di truppe a sostegno dell'offensiva in Ucraina, ipotesi smentita dalle autorità russe, o per avvertire il Cremlino di non attaccare alcun obiettivo britannico che rifornisca di armi l'Ucraina. È comunque la prima visita di un direttore della Cia in Russia in quasi cinque anni. Il predecessore di Ratcliffe, William Burns, era andato a Mosca nel novembre 2021, pochi mesi prima dell'intervento militare russo in Ucraina. Scambio di prigionieri E, a proposito di prigionieri, è emerso che Russia e Ucraina sono al lavoro per uno scambio di soldati "abbastanza ampio". Lo ha dichiarato all'agenzia Tass la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova. "Ci stiamo preparando per un altro scambio piuttosto consistente, con le liste in fase di accordo", ha precisato. Le dichiarazioni di Fedorov Intanto, torna alla ribalta l'ex ministro della Difesa di Kiev, Mykhailo Fedorov, la cui rimozione, decisa dal presidente Zelensky, ha suscitato forti proteste nelle scorse settimane. Alla Reuters Fedorov ha spiegato perché l'Ucraina stia lentamente perdendo la guerra contro la Russia. In quella che appare come una candidatura indiretta per il dopo-Zelensky, Fedorov ha affermato che il Paese ha a disposizione diversi mesi per prendere le decisioni chiave necessarie a ribaltare la situazione a proprio favore. Critiche al governo Il giovane riformista, artefice della strategia ucraina di attacchi su lunga distanza con droni, ha accusato l'attuale governo di non avere una visione d'insieme su come vincere il conflitto e di non essere capace di innovare. Fedorov ha poi attaccato la corruzione radicata, le reti clientelari e la mancanza di indipendenza politica nelle istituzioni governative. Punto di svolta "Credo che ora ci troviamo a un punto di svolta che determinerà la nostra traiettoria futura, ma sembra che stiamo gradualmente, lentamente perdendo", ha affermato Fedorov, secondo il quale il Paese ha ancora "ogni possibilità" di vincere ma ha urgente bisogno di un piano per porre fine alla guerra. Replica dell'ufficio presidenziale L'ufficio presidenziale ucraino ha replicato che Fedorov si era espresso positivamente sulla condotta bellica di Kiev quando era ancora ministro.
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