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Il Papa a Metz per l'ultima tappa del viaggio in Francia: "È profanazione legittimare la v...
Oggi 28-09-26, 12:22
AGI - Papa Leone XIV è atterrato a Metz, ultima tappa del viaggio apostolico in Francia. Il Pontefice è poi arrivato al Centro congressi 'Robert Schuman' per l'incontro interreligioso e, al termine, si è diretto verso l'Auditorium per l'incontro 'Alle Radici dell'Europa per la pace e l'unità', dove è stato accolto dal presidente della Conferenza Episcopale, il cardinale Jean-Marc Aveline, e dal presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. "La nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace" ha detto Papa Leone XIV all'Incontro interreligioso, esortando i fedeli a seguire l'esempio di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell'Unione europea, "uomo di fede e di convinzioni" che "seppe trasformare le vecchie linee di frattura in ponti di speranza per tutta l'Europa, diventando un vero ambasciatore dell'unità nella diversità". "Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell'altro", ha sottolineato il Pontefice che ha citato i suoi predecessori, Francesco e Giovani Paolo II, e il filosofo francese Paul Ricoeur, secondo cui il dialogo "è la via attraverso la quale riconosciamo l'alterità come una promessa e non come una minaccia; è un'arte dell'incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell'aggressività e della violenza". Il Pontefice: "Il discorso religioso deve esortare a disarmare cuori e parole" Il Papa ha poi rimarcato: "Invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l'oppressione costituisce una profanazione di questo nome. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un'autentica ispirazione divina", sottolineando che "il discorso religioso deve esortare costantemente a disarmare i cuori e le parole". "Ciò comporta la responsabilità diretta di ciascuno di noi, in quanto custodi delle nostre rispettive tradizioni", ha aggiunto. Chi era Robert Schuman Mertz è una città di frontiera, segnata dalla storia dei rapporti tra Francia e Germania e strettamente legata appunto alla figura di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell'Unione europea. La scelta di Metz assume un significato particolare alla luce della storia del continente. Schuman, nato a Lussemburgo nel 1886, visse a lungo in questa regione, esercitò a Metz la professione di avvocato e qui avvio' la sua esperienza politica. Fu tra i protagonisti del progetto di integrazione europea e autore, il 9 maggio 1950, della dichiarazione che pose le basi della Comunità europea del carbone e dell'acciaio. Metz è oggi una città di confine che nel Novecento ha conosciuto il passaggio e il confronto fra mondi nazionali diversi e che l'integrazione europea ha trasformato in un luogo di incontro. È proprio questo valore simbolico a rendere significativa la presenza del Papa, in un momento nel quale l'Europa è chiamata a confrontarsi con guerre, divisioni e nuove tensioni geopolitiche. Macron: "Bisogna produrre, innovare e investire per rimanere liberi" Dopo aver riorganizzato la sua agenda, il presidente Emmanuel Macron è arrivato alla conferenza 'Alle radici dell'Europa per la pace e l'unità' per partecipare all'incontro con Papa Leone XIV. "È imperativo produrre, innovare e investire in Europa per rimanere liberi, difendere i nostri interessi e preservare il nostro modello sociale, poiché in Europa crescita economica e giustizia sociale sono inscindibili" ha detto l'inquilino dell'Eliseo. Per poi aggiungere: "L'Europa deve ritrovare il coraggio dei suoi fondatori per diventare quella potenza di pace, indipendenza e democrazia che è chiamata a essere. Il coraggio di non cedere alla chiusura, all'odio verso l'altro, al ritorno dei nazionalismi che dividono". Il Papa: "Non si può parlare di Europa senza menzionare il cristianesimo" Al presidente francese ha fatto eco il Pontefice, affermando che "l'Europa va intesa come una realtà culturale e storica ancor prima d'essere una realtà geografica". Il continente europeo "nel corso dei secoli, ha assunto nuovi confini e nuove definizioni, attraversando periodi di crescita, profonde crisi e nuove rinascite. Una costante che si può notare nel suo lungo e turbolento percorso storico risiede nel fatto che l'Europa si è sviluppata ed è progredita quando è stata capace di elaborare gli aspetti positivi del suo passato, e riproponendoli in forme nuove e creative grazie all'incontro con l'altro", ha sottolineato. "La civiltà europea è infatti anche frutto di incontri secolari, anche se non sempre facili. Basta pensare alla presenza della cultura araba nella penisola iberica, o alla proiezione del 'Vecchio Continente' nel 'Nuovo Mondo', che ha generato, talvolta dolorosamente, nuove sintesi sul continente americano". "Non si può parlare dell'Europa senza menzionare il cristianesimo" ha continuato il Pontefice, citando Robert Schuman e Alcide De Gasperi. Schuman "ne era ben consapevole quando affermava: 'Il cristianesimo ha insegnato l'uguaglianza di natura di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o professione. Ha fatto riconoscere la dignità del lavoro e l'obbligo, per tutti, di impegnarvisi. Ha riconosciuto il primato dei valori interiori che, soli, nobilitano l'uomo. La legge universale dell'amore e della carità ha fatto di ogni uomo il nostro prossimo, ed è su di essa che da allora si basano le relazioni sociali nel mondo cristiano'" ha detto Papa Leone, che ha aggiunto: "Un altro Padre fondatore dell'Europa contemporanea, Alcide De Gasperi, gli fa eco mettendo l'accento sul 'retaggio comune europeo', cioè 'quella morale unitaria che esalta la figura e la responsabilità della persona umana col suo fermento di fraternità evangelica, col suo culto del diritto ereditato dagli antichi, col suo culto della bellezza affinatosi attraverso i secoli, con la sua volontà di verità e di giustizia acuita da un'esperienza millenaria'". Papa Leone XIV: "Occorre guardarsi dall'illusione del riarmo" "Anziché essere un criterio confessionale esclusivo, il riferimento al debito della cultura europea verso il cristianesimo permette di comprendere meglio quanto l'apertura al trascendente sia sempre una dimensione costitutiva della persona umana e una fonte viva di civilizzazione", ha proseguito il Papa. Per poi ricordare: "La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo". Il Pontefice ha osservato come le parole di Schuman siano "quanto mai attuali", "la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano". Papa Leone ha quindi rimarcato che occorre "guardarsi dall'illusione del riarmo. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui"."Favorire la pace è un'opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo 'sforzi creativi' per promuovere la pace mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di 'arginare l'emorragia della guerra' e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire". Il Pontefice ai giovani: "Non sottomettetevi alle logiche di violenza e oppressione" Infine l'appello ai giovani, "chiamati a costruire l'Europa di oggi e di domani", affinché abbiano il coraggio di costruire la pace e di non sottomettersi alle logiche della violenza e dell'oppressione ma di difendere la vita per essere costruttori di comunità. "Ai giovani dico: abbiate il coraggio di vivere in modo responsabile la missione di costruire la pace, nel vostro cuore, nelle vostre relazioni, nella vostra famiglia, nelle scuole e nelle università, nella vita delle vostre città, dei vostri paesi e di tutta l'Europa. Non sottomettetevi alla logica della violenza e dell'oppressione", ha detto il Pontefice. "Amate la vita in ogni momento e non abbiate paura del futuro! Non abbiate paura di formare una famiglia, di generare figli, di difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all'ultimo respiro. Non abbiate paura di lavorare instancabilmente al servizio del bene delle vostre comunità, anche attraverso l'impegno politico. Siate costruttori di comunità!", ha esortato. "E con voi, l'Europa, saldamente radicata, continuerà a fiorire e a ispirare il mondo intero. Che Dio vi sostenga in queste decisioni e che benedica e protegga tutta l'Europa!", ha concluso.
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