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Teheran smentisce: "Non ci saranno nuovi colloqui con Washington". E Khamenei minaccia: "G...
Oggi 28-09-26, 14:14
AGI - L'Iran non ha in programma nuovi colloqui con gli Usa, inizialmente previsti per lunedì 28 settembre. È quanto ha riferito l'agenzia di stampa governativa Irna. Il presidente americano Donald Trump aveva lasciato intendere di aspettarsi a breve nuovi negoziati indiretti tra Iran e Usa, dopo aver rifiutato sanato il piano proposto dalla Repubblica islamica volto alla riapertura dello Stretto di Hormuz entro sette giorni. "La delegazione iraniana presente a New York non prevede negoziati con gli Usa", ha scritto l'Irna, citando una fonte vicina alla delegazione. L'annuncio iniziale di nuovi colloqui indiretti previsti per oggi, lunedì 28 settembre, erano stati annunciati dal presidente degli Usa e confermati ad Axios fonti ben informate. Il Qatar avrebbe dovuto svolgere il ruolo di mediatore, facendo da tramite tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e l'inviato di Trump, Steve Witkoff. Le condizioni di Usa e Iran Tra le misure rimarcate dal presidente degli Usa ad Axios, quella di una ripresa degli attacchi all'Iran "rimane un'opzione valida" se i prossimi colloqui non andranno nella giusta direzione. E la risposta dell'Iran non aveva tardato ad arrivare tramite il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in un'intervista a Meet the Press della Nbc. Pur preferendo una soluzione pacifica, l'Iran è pronto a riprendere la guerra, "anche se si dovesse arrivare a una guerra apocalittica. Vogliamo che i nostri beni, congelati illegalmente, vengano sbloccati. Vogliamo poter vendere il nostro petrolio. Vogliamo alcune cose che gli Usa si sono già impegnati a concedere nei precedenti accordi", ha proseguito Aragchi, ribadendo le condizioni della Repubblica Islamica. Araghchi: "Nessun motivo per tornare alla diplomazia" Il massimo diplomatico dell'Iran ha poi ricordato che Usa e Israele hanno attaccato l'Iran nel bel mezzo dei negoziati durante la guerra dei dodici giorni dello scorso anno. "Se ce lo chiedete, non c'è motivo per cui dovremmo tornare alla diplomazia", ha proseguito Araghchi, "ma io continuo a tentare la via diplomatica, perché credo che non dobbiamo perdere nessuna occasione per la pace". Sebbene il presidente degli Usa, Donald Trump, abbia respinto l'ultima proposta iraniana, "stiamo ancora aspettando una risposta ufficiale tramite i mediatori", ha concluso il ministro degli Esteri dell'Iran. Khamenei, nemici presto espulsi anche dal Mare Arabico Gli Stati Uniti saranno presto cacciati dal Mare Arabico, Ad assicurarlo è stato l'ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio nel secondo anniversario dell'uccisione dello sceicco Hassan Nasrallah. "Un tempo, i due mari adiacenti all'Iran meridionale (Golfo Persico e Golfo di Oman, ndr) servivano da teatro delle operazioni delle forze nemiche", ha scritto a quanto riportano i media iraniani. "Al giorno d'oggi, tuttavia, a causa dei pesanti colpi ricevuti dai coraggiosi combattenti e dai difensori dello Stretto di Hormuz, evitano di spingersi oltre il Mare Arabico e, ogni volta che hanno rischiato una simile impresa, ne hanno tratto danno. E non passera' molto prima che anche il Mare Arabico si libererà della loro presenza", ha aggiunto. Ankara cancellerà tutti i voli da e per l'Iran In questo quadro complesso, tutti i voli da e per l'Iran saranno cancellati in Turchia a partire dall'inizio di ottobre. Lo riferisce il portale di informazione Turkiye Today, mentre le sanzioni statunitensi sul settore dell'aviazione iraniano stanno escludendo le compagnie aeree di Teheran da un numero crescente di aeroporti regionali. Una fonte vicina al settore dell'aviazione iraniana ha confermato l'ipotesi della cancellazione. Le autorità turche, tuttavia, non hanno annunciato formalmente alcuna decisione in tal senso. La Turchia resta uno dei pochi Paesi della regione ancora collegati all'Iran da voli operati da compagnie iraniane, dopo che Azerbaigian, Georgia, Iraq, Oman ed Emirati Arabi Uniti hanno revocato i permessi di volo alle compagnie iraniane. Ankara pero' di recente ha revocato la licenza della banca iraniana Mellat. Due settimane fa la compagnia privata iraniana Mahan Air ha sospeso i voli verso la Turchia su richiesta delle autorità turche. I collegamenti tra i due Paesi, tuttavia, continuano per il momento più volte al giorno con Iran Air e altre compagnie iraniane di dimensioni minori. Circostanza confermata dai siti web degli aeroporti di Teheran e Istanbul. L'agenzia iraniana Tasnim aveva riferito recentemente, citando un portavoce dell'aviazione civile, che i voli per Istanbul continueranno a essere operati secondo programma. Il messaggio per il secondo anniversario della morte di Hassan Nasrallah Intanto, l'Iran afferma che non sarà più soggiogato da colonizzatori. Ad assicurarlo è stato l'ayatollah Mojtaba Khameni, in un messaggio nel secondo anniversario dell'uccisione dello sceicco Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, morto il 27 settembre del 2024 in un raid israeliano a Beirut. "In qualità di servitore del caro popolo iraniano, dichiaro che quei giorni del passato [del dominio dei colonizzatori sull'Iran], ai quali il nostro nemico sogna di ritornare, sono finiti e non si ripeteranno mai più", ha scritto. Nasrallah "fu un consigliere sincero per il suo popolo", ha scritto Khamenei, i suoi sermoni "così come le sue azioni coraggiose, rafforzavano i cuori del suo popolo e persino quelli degli uomini liberi di tutto il mondo". Fu il leader di Hebollah, prosegue il messaggio, "a elevare alla grandezza il nome del Libano, un Paese piccolo che per anni era stato il cortile di casa di alcune potenze". Oggi, "la sua gloriosa bandiera è custodita nelle mani dello sceicco Naim Qassem (che Dio lo protegga), che continua coraggiosamente il suo cammino alla testa delle compatte file di Hezbollah", ha assicurato la guida suprema dell'Iran. Nello stesso messaggio l'ayatollah ha espresso un concetto inaspettato. Non sono più gli uomini a incarnare il coraggio dell'Iran, ma le donne. "Ci sono stati giorni in cui l'elemento della temerarietà degli abitanti di questa terra e di questo Paese era conosciuto attraverso i suoi uomini, ma ora le donne, in alcuni ambiti di presenza coraggiosa, precedono gli uomini".
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