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India, si dimette il ministro dell'Istruzione dopo le proteste degli 'scarafaggi'
Oggi 25-07-26, 13:08
AGI - Dopo giorni di proteste di piazza e scioperi della fame, in India il movimento degli scarafaggi ottiene il suo obiettivo: si è dimesso il ministro dell'Istruzione, Dharmendra Pradhan. Il Cockroach Janta Party chiedeva le sue dimissioni dopo una serie di presunte frodi agli esami di ingresso all'Università. "Considerata la situazione che si è venuta a creare a Jantar Mantar (la piazza di Nuova Delhi dove i manifestanti si sono radunati da lunedì) e in tutto il Paese (...) ho deciso di inviare la mia lettera di dimissioni al primo ministro", ha annunciato Pradhan. Il Cockroach Janta Party - acronimo Cjp, ovvero il cosiddetto movimento degli scarafaggi - è divenuto un fenomeno politico in India. Nel giro di poche settimane, il movimento è passato da fenomeno di satira online a movimento di proteste di piazza a New Delhi, tra cui una marcia verso il Parlamento, scioperi della fame e una crescente pressione sul ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan. Origini del movimento Il Cjp non è attualmente un partito politico tradizionale, bensì un movimento giovanile nato sui social media in seguito a una controversia locale. Il nome deriva da un'affermazione attribuita al giudice della Corte Suprema Surya Kant il quale, durante un'udienza a maggio, paragonò alcuni giovani disoccupati e attivisti a "scarafaggi" e "parassiti": un commento che scatenò l'indignazione online. I sostenitori hanno successivamente adottato l'insulto come simbolo di protesta, trasformandolo in un'identità satirica utilizzata per sfidare la magistratura e l'establishment politico. Le richieste contro il ministro Il movimento chiedeva le dimissioni del ministro Pradhan, ritenendolo politicamente responsabile delle fughe di notizie e delle irregolarità segnalate in diversi esami ufficiali. Tra questi figura il Neet-Ug, l'esame di ammissione nazionale alle facoltà di medicina e una delle prove più competitive del Paese. Gli esami e la mobilità sociale In India, questi esami non determinano solo l'ammissione all'Università e l'accesso a impieghi pubblici, ma rappresentano anche una delle poche vie di mobilità sociale per milioni di giovani. Di conseguenza, qualsiasi sospetto di fughe di notizie, manipolazioni o vantaggi illeciti mina direttamente la fiducia nella natura meritocratica di tali esami. La crescita sui social media L'indignazione è confluita online su Cjp, una pagina satirica creata da uno studente indiano, Abhijeet Dipke, che ha guadagnato oltre 22 milioni di follower su Instagram nel giro di pochi giorni. Sebbene sia nata come reazione virale, nelle settimane successive Dipke ha portato la sua protesta a Jantar Mantar - il principale luogo di manifestazione di Nuova Delhi - e in altre città del Paese. Le manifestazioni a Nuova Delhi Da lì ha organizzato un corteo verso il Parlamento indiano, programmato in concomitanza con l'apertura della sessione legislativa, per intensificare la pressione politica sul governo. La polizia ha limitato gli assembramenti all'area designata per la protesta e ha messo in atto imponenti misure di sicurezza per bloccare l'avanzata dei manifestanti. La reazione dopo le dimissioni "Viva il potere studentesco" e "la democrazia che ha trionfato", si legge sul profilo social del 'Cockroach People's Party'. "Ce l'abbiamo fatta!", ha esultato su Instagram il fondatore del Cjp, Abhijeet Dipke. Dalla brutale repressione di una protesta studentesca avvenuta lunedì, migliaia di giovani occupano giorno e notte la piazza nel centro di Nuova Delhi, sotto l'occhio vigile delle forze di sicurezza. Le altre rivendicazioni degli studenti Oltre alle ricorrenti frodi agli esami, protestano contro la difficoltà di trovare lavoro dopo l'università - nonostante la forte crescita economica del Paese - e contro i metodi autoritari attribuiti al primo ministro Narendra Modi. Il confronto con il governo L'annuncio delle dimissioni del ministro arriva mentre era previsto un incontro tra il governo e i rappresentanti degli studenti per oggi pomeriggio. "Le nostre richieste rimangono invariate: l'addio di Dharmendra Pradhan, il risarcimento per le vittime (degli esami annullati) e la revoca delle accuse contro i manifestanti", ha ribadito Ashutosh Rabka, portavoce dei 'Cockroaches'. Nuove misure contro chi bara Ieri, il governo ha approvato una bozza di emendamento alla legge che prevede "procedure legali accelerate e pene severe" per chi bara. Il disegno di legge è destinato a una rapida discussione in Parlamento. Le reazioni politiche Trovandosi ad affrontare una forte opposizione per la prima volta dalla sua rielezione nel 2024, ieri Modi ha pubblicato un nuovo video sui social media, ringraziando i manifestanti per i loro "contributi positivi" al dibattito. I partiti di opposizione parlamentare avevano espresso il loro sostegno ai manifestanti all'inizio della settimana; il loro leader e capo del Partito del Congresso, Rahul Gandhi, ha chiesto le dimissioni di Modi.
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