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Israele indaga sulle fonti anonime di Naza. Netanyahu: "Docufilm Intollerabile"
Oggi 14-09-26, 20:23
AGI - È caccia in Israele alle fonti anonime che hanno alimentato i racconti del documentario Naza, in cui l'esercito dello Stato ebraico viene accusato di aver ucciso deliberatamente numerosi civili nella Striscia di Gaza. Nel mirino le fonti anonime di Naza Il ministro israeliano della Cultura, Miki Zohar, ha chiesto l'apertura di un'indagine per identificare le 24 fonti anonime dell'esercito e dei servizi d'intelligence che hanno offerto la loro testimonianza. Naza, diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, ha ricevuto il Premio speciale della giuria all'ultima Mostra del cinema di Venezia. Zohar ha inoltre chiesto al ministero dell'Interno di valutare la revoca della cittadinanza israeliana ai due registi, accusandoli di "tradimento dello Stato", di avere "violato il proprio dovere di lealtà" e di avere "collaborato con il nemico". "Ho chiesto anche di indagare su come siano stati ottenuti questi materiali, chi ci sia dietro e se le attività che hanno portato alla loro raccolta e pubblicazione possano avere aiutato il nemico in tempo di guerra", ha scritto il ministro su X. "La liberta' di espressione non è una licenza per tradire lo Stato. Chiunque agisca contro Israele in tempo di guerra deve sapere che ci sara' un prezzo da pagare", ha aggiunto. La revoca della cittadinanza è legalmente possibile in Israele, sebbene venga applicata soltanto in circostanze eccezionali. La richiesta deve essere presentata dal ministero dell'Interno e approvata dai giudici. Nel 2022, la Corte suprema ha confermato la possibilita' di privare una persona della cittadinanza per una violazione della "lealtà allo Stato", come nei casi di spionaggio o tradimento. Il commento di Netayahu Anche il primo ministro Benjamin Netanyahu si e' scagliato contro i registi israeliani del documentario Naza, in cui l'esercito dello Stato ebraico viene accusato di aver ucciso deliberatamente numerosi civili palestinesi nella Striscia di Gaza. "Combattiamo l'istigazione all'antisemitismo a livello globale, ma quando proviene dall'interno, e' semplicemente intollerabile. Ora, due registi israeliani dipingono le Forze di difesa Idf come dei criminali di guerra e ricevono applausi al Festival del Cinema di Venezia", ha denunciato Netanyahu in un videomessaggio su X. Nel video di un minuto, il premier israeliano non da' alcuna indicazione di aver visto il film, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia ma non ancora distribuito nelle sale. "Ne ho sentito parlare, ed e' sconvolgente", afferma. Diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, Naza ha ricevuto il Premio speciale della giuria all'ultima Mostra del cinema di Venezia. Oggi, il ministro israeliano della Cultura, Miki Zohar, ha chiesto l'apertura di un'indagine per identificare le 24 fonti anonime dell'esercito e dei servizi d'intelligence che hanno offerto la loro testimonianza. L'accusa di Zamir Anche il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, tenente generale Eyal Zamir, ha accusato "Naza" di voler "minare la legittimita'" di Israele e delle sue forze armate, ordinando la creazione di una squadra incaricata di rispondere alle accuse, valutare possibili azioni legali e verificare se durante la produzione siano stati utilizzati senza autorizzazione materiali classificati. "Stando a quanto pubblicato finora, non si tratta di un film che muove critiche alle Forze di difesa israeliane, ne' di un tentativo di accertare la verita'. Si basa su calunnie del sangue, distorsioni deliberate della realta' e accuse gravi e false contro i soldati e i comandanti dell'Idf", ha dichiarato Zamir. Il generale ha sostenuto che l'esercito opera "nel rispetto del diritto internazionale e delle proprie norme etiche" e compie sforzi per ridurre il numero di civili colpiti durante le operazioni. Israele nega di prendere deliberatamente di mira la popolazione civile. "Naza", acronimo ebraico utilizzato dall'esercito per indicare i danni collaterali, dura 80 minuti e ricostruisce, attraverso testimonianze anonime, il funzionamento dei sistemi tecnologici e d'intelligenza artificiale impiegati per individuare presunti membri di Hamas e le loro famiglie attraverso i telefoni, per poi colpirne le abitazioni. L'esercito ha contestato in particolare la testimonianza di un intervistato, secondo il quale sarebbe stato autorizzato un bombardamento nel quale sono morti 500 civili. "I registi non potevano in alcun modo verificare questa affermazione, non esistono reali elementi a sostegno, eppure l'hanno pubblicata ugualmente. Inoltre, nulla dell'intervistato, ne' il suo servizio ne' il suo ruolo, puo' essere controllato e verificato in modo indipendente", ha affermato l'Idf. La replica dei registi Abraham ha replicato che "gli ufficiali dell'intelligence israeliana con cui abbiamo parlato ci hanno spiegato che queste uccisioni di massa sono sistemiche: non avvengono per errore, ma sono intenzionali". La reazione dei politici Numerosi politici israeliani hanno attaccato il documentario. Il leader dell'opposizione di centrodestra Gadi Eisenkot ha accusato gli autori di offrire un'immagine "distorta e unilaterale" del conflitto e di danneggiare i soldati. "Ciò che rende tutto questo particolarmente doloroso e indignante è che questa menzogna provenga da cineasti israeliani e venga ora diffusa in tutto il mondo", ha dichiarato Naftali Bennett. Il ministro della Sicurezza nazionale, l'ultradestrista Itamar Ben Gvir, ha definito Abraham e Szor una "disgrazia e una vergogna". Il premier Benjamin Netanyahu non si è ancora pronunciato ufficialmente, mentre il suo partito, il Likud, ha definito il film "antisemita".
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