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Estero
Israele: via libera ai processi pubblici e alla pena capitale per i crimini del 7 ottobre
Oggi 12-05-26, 11:59
AGI - Con un voto già definito storico, la Knesset ha approvato la legge che autorizza la pena di morte e i processi pubblici per i responsabili degli attentati del 7 ottobre 2023, perpetrati da Hamas. In seconda e terza lettura, il provvedimento legislativo ha ottenuto 93 favorevoli e nessuno contrario. I restanti 27 parlamentari erano assenti o si sono astenuti. La legge stabilisce un quadro giuridico per processi senza precedenti, che si preannunciano come i più ampi e significativi in Israele dal processo del 1961 al criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. Il testo approvato dal parlamento israeliano istituisce dei tribunali speciali, autorizza la pena capitale per omicidio e altri crimini gravi e vieta future scarcerazioni. Il testo, questa la cosa insolita, è stato una iniziativa congiunta di politici di governo e di opposizione. La proposta è stata presentata dal presidente della Commissione Costituzione, Legge e Giustizia, Simcha Rothman, e dalla parlamentare di opposizione Yulia Malinovsky. È stata elaborata in collaborazione tra il ministro della Giustizia Yariv Levin e il procuratore generale Gali Baharav-Miara. "Che tutti possano vedere come le vittime e le loro famiglie guardano negli occhi quegli assassini, stupratori e rapitori. Che tutti possano vedere come lo Stato di Israele sia uno Stato sovrano che sa come chiamare a rispondere delle proprie azioni coloro che lo hanno danneggiato", ha dichiarato Yulia Malinovsky. "Abbiamo raggiunto il traguardo, che in realtà è la linea di partenza: l'inizio di processi storici, che saranno visti da tutto il mondo", ha sottolineato. La legge definisce gli atti commessi tra il 7 e il 10 ottobre 2023 come crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, inclusi omicidio, stupro, sequestro di persona e saccheggio. Si applica anche ai reati commessi dopo tali date contro gli ostaggi detenuti a Gaza, compresi quelli uccisi in prigionia. Il tribunale militare speciale e i processi A Gerusalemme verrà istituito un tribunale militare speciale. Si prevede l'incriminazione di oltre 400 sospettati, il cui numero definitivo dipenderà dalle indagini in corso condotte dallo Shin Bet e dalle Forze di difesa israeliane (Idf) a Gaza. I processi saranno organizzati per area geografica, come ad esempio gli attentati di Be'eri, Nir Oz e il festival musicale Nova. Ogni collegio giudicante sarà composto da tre giudici, di cui almeno uno dovrà essere il presidente di un tribunale militare o un giudice distrettuale in servizio di riserva. Gli imputati condannati avranno diritto automatico all'appello, con un giudice in pensione della Corte suprema a presiedere il collegio d'appello. Le critiche delle organizzazioni per i diritti umani Le organizzazioni israeliane per i diritti umani si sono espresse contro la nuova legge, opponendosi al principio della pena capitale ma anche mettendo in guardia contro i "processi farsa" basati su confessioni presumibilmente estorte sotto tortura. L'organizzazione israeliana per i diritti umani HaMoked stima, inoltre, che almeno 1.300 abitanti di Gaza siano incarcerati in Israele in base alla legge sui combattenti illegali, un modello di detenzione senza accusa né processo, prorogabile a tempo indeterminato. Il contesto degli attacchi del 7 ottobre Il 7 ottobre 2023 è stato il giorno più sanguinoso nella storia di Israele. I combattenti guidati da Hamas hanno ucciso oltre 1.200 persone nel sud di Israele, per lo più civili. Altre 251 persone sono state rapite e tenute prigioniere nella Striscia di Gaza, tra cui uomini, donne, bambini e cittadini stranieri. Nella guerra scattata dopo il 7 ottobre, a Gaza oltre 72.730 persone sono state uccise in scontri e raid dell'esercito israeliano.
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